Acque agitate nella Terza Commissione del Consiglio regionale dell’Umbria dopo la dura dichiarazione del consigliere regionale Massimo Mantovani (FI-Pdl) in tema di caccia.
“A due giorni dalla riunione di Commissione scopriamo che si tratta di un regolamento ex novo per permettere agli attuali presidenti di fare ancora due mandati e che una delibera di Giunta stabilisce il gettone di presenza per i consiglieri degli Atc e addirittura uno stipendio per i presidenti, che già se lo erano fatto da soli”.
Il consigliere ha parlato quindi di “sorprese” a proposito delle novità sulla gestione degli Atc, che verranno discusse “in tutta fretta, come ormai siamo abituati a fare per gli atti riguardanti la caccia”, nella riunione di giovedì 3 luglio.
“E’ incredibile che qualcuno possa avere un incarico come quello di presidente dell’Atc – prosegue il consigliere – per più di otto anni, quando il primo regolamento prevedeva un solo mandato, ed infatti anche allora si intervenne per consolidare posizioni di potere.
Adesso invece si prospettano non solo stipendi ed emolumenti, ma addirittura l’assunzione a tempo indeterminato di due persone senza stabilire livello, ruolo e professionalità, in barba ad ogni metodo democratico di reclutamento del personale, forse per sistemare qualcuno parcheggiato altrove. Ecco dove finiscono i soldi dei cacciatori: in strutture burocratiche come stanno diventando gli Atc, mentre per pagare i danni della fauna selvatica occorrerà un ulteriore balzello per i cacciatori, come previsto dalla Legge regionale 23/96″.
Intanto sono giunte dal Consiglio provinciale di Terni (all’unanimità) le proposte di modifica al Regolamento regionale riguardante la gestione degli Atc. Le modifiche riguardano l’inserimento tra i membri designati dalla Provincia in seno ai Comitati di gestione dei rappresentanti di Uncem e Anci, la limitazione a due anni del mandato, la composizione dell’Ufficio di Presidenza dove non possono esserci più di quattro membri (minimo 2), il divieto per i Comitati di gestione di stabilire rapporti di lavoro a tempo indeterminato, fatti salvi gli attuali organici, e le norme per l’indizione di bandi pubblici.








