L'associazione ambientalista, a differenza di Cna e Confcommercio, critica pesantemente la legge votata, senza che le opposizioni abbiano dato più di tanto battaglia, dal Consiglio regionale dell'Umbria

Se in Consiglio regionale, dopo una serie di votazioni sugli emendamenti presentati, la legge sui centri storici è passata con 15 voti favorevoli della maggioranza ed 8 astensioni dell’opposizione, nella cosiddetta società civile non tutti sono d’accordo.
Quasi a bilanciare i pareri postivi espressi da Confcommercio e CNA, la sezione umbra di Italia Nostra dà un giudizio pesantemente negativo sulla legge, che dichiara di voler far rivivere socialmente ed economicamente i 622 centri storici censiti in Umbria, ricorrendo al meccanismo delle premialità e alla semplificazione normativa.

Per Urbano Barelli, presidente dell’associazione ambientalista, si tratta di una legge “scandalosa, nonostante gli apprezzabili miglioramenti apportati con alcuni emendamenti dell’ultima ora… da oggi – ha dichiarato – la nostra regione verrà ricordata per la prima legge regionale che, in un colpo solo, ottiene due risultata mai raggiunti in precedenza: avviare l’assalto del cemento ai centri storici e, al contempo, incrementare la cementificazione nelle periferie. L’approvazione della nuova legge dimostra – sostiene Barelli – che il partito del mattone è saldamente al comando e che, addirittura, ottiene premi di cubatura per stravolgere i centri storici”.

Nove gli emendamenti presentati in aula dai consiglieri del Pdl, cinque dei quali sono stati approvati e quattro respinti.
Tra gli emendamenti approvati, che hanno determinato l’ammorbidimento della minoranza figurano la richiesta di prevedere gli interventi facenti parte dell’attività premiale all’interno delle zone omogenee fuori dalle perimetrazione del centro storico.
Tra quelli respinti, la richiesta di cancellare la convenzione di otto anni a canone convenzionato
(Comune, conduttore, proprietario dell’immobile) per attività commerciali e servizi.
Bocciate anche la proposte dei consiglieri del Pdl per ridurre le superfici interessate al meccanismo premiale e la possibilità di autorizzare nuove attività commerciali a ridosso dei centri storici.

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