I guai per il sindaco di Terni Raffaelli non sono solo giudiziari; anche sul versante politico l’orizzonte si va facendo nero. Elemento comune ai due problemi: l’ambiente della conca ternana e gli inceneritori.
Una interpellanza presentata in Parlamento dal Partito Democratico sembra segnare una netta presa di distanze dal sindaco ternano, attuale Presidente dell’ANCI dell’Umbria.
Il titolo dell’interpellanza della On. Elisabetta Zamparutti (PD) ed altri – “Inceneritori di Terni, controllare eventuali ‘importazioni’ di rifiuti tossici” – non deve trarre in inganno. Con essa si chiede sì di “evitare l’affluenza da altre regioni nel ternano di rifiuti di natura tossica e pericolosa e impedire che la già critica situazione ambientale possa ulteriormente aggravarsi con pericolosissime conseguenze epidemiologiche”, ma tutto il restante testo del documento disegna una situazione che avrà sicuramente fatto saltare sulla poltrona il Sindaco.
“Quella ternana rappresenta l’unica realtà europea in cui operano ben tre inceneritori, precisamente l’impianto dell’Azienda Servizi Municipalizzati, della Printer e di Terni Ena, nel raggio di pochi metri, nella zona denominata Maratta, cuore industriale dell’area industriale”.
Comincia con queste parole l’interpellanza che poi prosegue così:
– ”più di due anni di indagini sul funzionamento dell’inceneritore dell’ASM hanno portato il magistrato inquirente ad acquisire oltre duemila documenti e diversi campioni di polveri, acqua, emissioni varie nonché a sequestrare un carico di rifiuti ospedalieri provenienti da fuori regione;
– nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del citato impianto di incenerimento ben ventiquattro persone, tra cui il sindaco di Terni, il vertice e il consiglio di amministrazione dell’ASM nonché dirigenti e funzionari di enti locali, sono state accusate di concorso, a vari livelli, in disastro ambientale;
– l’attenzione della Procura della Repubblica di Terni avrebbe riguardato anche i residui che dalla zona Maratta sarebbero stati destinati in viale Benedetto Brin, sede delle Acciaierie della Thyssen Krupp, dove è allocato un impianto di smaltimento autorizzato dalla Regione per particolari tipologie di rifiuti;
– in seguito alla scomparsa di Giorgio Moretti, 49 anni, ex capoturno all’impianto dell’ASM, per cancro ai polmoni contratto con molta probabilità nell’espletamento del proprio lavoro, il sostituto procuratore di Terni ha emesso altri undici avvisi di garanzia;
– gli impianti operanti nel territorio sono ampiamente sovradimensionati rispetto all’effettivo fabbisogno anche tenuto conto dell’auspicabile riduzione dei rifiuti prodotti e dell’ulteriore potenziamento della raccolta differenziata;
– l’ASM di Terni non ha ancora dotato l’impianto di controllo rifiuti di un presidio fisso per la verifica della radioattività;
– nella sola zona ternana di Prisciano è stata registrata una concentrazione di polveri sottili ben al di sopra del valore limite di 50 mcg/mc;
– una nuova indagine disposta dalla Procura di Terni conferma che nella conca ternana si muore di cancro a causa dell’elevatissimo tasso di inquinamento;
– dall’esame scientifico di un centinaio di cartelle cliniche sequestrate dal sostituto procuratore Elisabetta Massini è emersa la presenza nelle biopsie di “polveri compatibili con l’attività di incenerimento”;
– gli accertamenti, affidati al laboratorio emiliano Narcodiagnostics, hanno riscontrato tracce di metalli pesanti, zolfo e fosforo, riconducili alle attività industriali e di incenerimento;
– altri quattro lavoratori all’inceneritore dell’Asm sono risultati affetti da cancro e linfomi nel sangue;
– non è un mistero per nessuno il sensibile aumento, in un territorio come quello ternano già compromesso dalle emissioni e dagli scarichi industriali, di affezioni cardiovascolari, all’apparato respiratorio e di tumori;
– il rapporto 2008 della Legambiente sull’ecomafia ha denunciato l’esistenza in Umbria di loschi traffici incentrati sul ciclo del cemento e sullo smaltimento dei rifiuti
– nell’interrogazione a risposta scritta presentata dall’on. Menano al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare e al Ministro della salute nella seduta del 26 ottobre 2007, che non ha ricevuto risposta, si dava conto della medesima grave vicenda”.










