Una perdita di ossigeno da un serbatoio poteva creare una serie di incendi a ripetizione anche di oggetti che in genere non prendono fuoco

Ieri a Santa Maria degli Angeli di Assisi si sono vissute parecchie ore di tensione e paura.  Si era verificata una anomala fuoriuscita di ossigeno da uno dei serbatoi da 50 metri cubi di una impresa del luogo.
La perdita del gas, dal gruppo valvolare del sistema di sicurezza, si è verificata – in base alla ricostruzione dei vigili del fuoco – poco dopo che era stato ultimato il rifornimento da una autocisterna.
I vigili del fuoco hanno provveduto ad abbattere con getti di acqua nebulizzata la nube di ossigeno che si è creata per evitare che si venisse a formare una miscela tale da rendere combustibili anche i materiali che normalmente non bruciano.
La situazione era ad alto rischio, tenuto conto che nelle vicinanze c’erano due forni fusori attivi (che non potevano essere arrestati nell’immediato) ed una cabina elettrica oltre alla linea ferroviaria Perugia-Foligno: una scintilla e tutto sarebbe andato a fuoco.
Quando la pressione all’interno del serbatoio è diminuita, i vigili del fuoco hanno provveduto alla chiusura del foro di uscita dell’ossigeno, seppur con sistemi provvisori.
Le operazioni sono proseguite con lo svuotamento del serbatoio, per il ripristino dello stesso e dei sistemi di sicurezza.
I vigili del fuoco hanno operato con dieci unità oltre al funzionario di turno, impiegando quattro automezzi, tra cui il furgone dotato di apposite apparecchiature di monitoraggio dell’aria.

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