E’ stato un Consiglio comunale di Todi dall’esito “lapidario” quello che, convocato nel pomeriggio di lunedì per approvare una variazione di bilancio finalizzata alla realizzazione del nuovo museo lapidario, è saltato prima di iniziare per mancanza del numero legale.
All’appello della dottoressa Vichi hanno risposto presente il presidente Pizzichini, il sindaco Ruggiano e solo 8 dei 9 consiglieri del centrodestra.
All’assenza dai banchi (ma non dalla sala) dell’intero centrosinistra si è aggiunta quella imprevista e determinante del consigliere Claudio Serafini; seduto regolarmente al proprio posto, invece, Mario Epifani, protagonista ieri di un’uscita fortemente critica che sembrava doveva farne l’osservato speciale ed un’eventuale mina vacante, ruolo che gli è stato scippato appunto dall’esponente ex Udc oggi Pdl, il cui forfait è stato tutto meno che casuale (come emerge dalle sue dichiarazioni).
L’opposizione di centrosinistra, notoriamente contraria al progetto del nuovo museo firmato dall’assessore Bergamini, ha avuto buon gioco nell’assestare un colpo all’Amministrazione Ruggiano, la cui defalliance era stata in parte prevista, come dimostra la convocazione, subito dopo il “rompete le righe” del Consiglio, di una conferenza stampa per motivare la scelta di disertare l’aula e per evidenziare i limiti culturali, turistici, economico-finanziari e gestionali dell’operazione lapidario (leggi il resoconto).
Anche i consiglieri del centrodestra hanno tenuto una riunione a porte chiuse per fare il punto su quanto accaduto e decidere il da farsi.
Al termine, raggiunto al telefono, il sindaco Ruggiano smentisce qualsiasi drammatizzazione degli eventi all’interno della maggioranza che lo sostiene, sottolineando come l’investimento per il lapidario fosse già contenuto nel bilancio preventivo approvato lo scorso aprile con il voto di tutto il centrodestra e che, nel frattempo, l’Amministrazione ha trovato 80 mila euro dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia e 10 mila euro dalla Regione.
“Il progetto che abbiamo per il complesso delle Lucrezie – evidenzia Ruggiano – non si limita solo al lapidario, ma prevede per in futuro anche l’allestimento di un museo dell’arte contemporanea e la realizzazione della sede della Fondazione Flaminia voluta da Dorazio, per farne un polo culturale di assoluto livello e grande richiamo turistico”.












