Il consigliere di maggioranza ritiene che la città abbia altre priorità rispetto al lapidario, che "non avrà mai il suo voto" prima della sistemazione di luci, strade, acquedotto e fognature

“A Todi il lapidario con il mio voto non si farà mai. Prima c’è da potenziare l’illuminazione nelle frazioni, sistemare le strade, adeguare l’acquedotto e le fognature: insomma, prima vanno fatte le tante altre cose importanti che la gente che ci ha votato chiedeva e ancora oggi aspetta”.
A parlare così, senza peli sulla lingua come è nel suo stile, è il consigliere di maggioranza Claudio Serafini che, con la sua assenza, ha fatto in pratica saltare lunedì sera il Consiglio comunale, mettendo in chiaro imbarazzo l’Amministrazione Ruggiano.
La scelta di non partecipare alla seduta non è stata dunque frutto del caso, ma – come ci spiega al telefono “un segnale preciso a chi di dovere perchè si cambi rotta finchè si è in tempo”.

Anche Serafini, al pari di quanto aveva detto Epifani, dice di averne le “scatole piene di scelte calate dall’alto” e, nel caso specifico, del lapidario, un’operazione che “non può essere considerata prioritaria per i tuderti e rispetto alla quale non vi è stata alcuna valutazione del rapporto costi/benefici per la città”.
Eppure la realizzazione del nuovo museo figurava nel bilancio preventivo che anche lei ha votato?, gli facciamo notare. “Sì, ma già in quella sede io avevo avanzato per iscritto, insieme al consigliere Boschi, delle grosse riserve e perplessità, che ancora una volta sono rimaste inascoltate”.

L’ancora una volta lascia intendere altri motivi di contrasto ed insoddisfazione, fra cui figura quello consumatosi ad inizio anno sulla vicenda delle cartelle Ici. “Anche in quel caso, pur essendo riuscito a far reinserire l’articolo per il rimborso dell’imposta a chi rinuncia all’edificabilità – si sfoga Claudio Serafini – tutto risulta ancora inutile, viste le lentezze che caratterizzano l’esame delle pratiche da parte dell’urbanistica, dove poco o niente è cambiato rispetto al passato”.
L’ex esponente dell’Udc, entrato qualche mese fa nel Pdl insieme all’assessore Menghini quale rappresentante della componente “Popolari e Liberali”, definisce la sua ultima azione di disturbo come un tentativo di stimolare l’Amministrazione a migliorarsi, dando “ascolto a chi ha fatto la campagna elettorale, vive il territorio tutti i giorni e si rapporta alla pari con i cittadini”.

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