La gestione delle importanti imprese passa ad un commissario giudiziale; Confindustria e Ance Perugia parlano di misure inusuali ed esprimono preoccupazione per le ripercussioni economiche ed occupazionali

Il Gip di Perugia, nell’ambito dell’inchiesta sugli appalti pilotati, ha commissariato quattro delle società coinvolte, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore Manuela Comodi e disponendo l’interdizione dall’attività di titolari e amministratori. Il provvedimento riguarda, insieme a Tecnostrade, Appalti Lazio e Seas, anche la Ediltevere di Pantalla di Todi.
Per l’impresa tuderte tuderte si tratta di una “doccia fredda”, dopo che all’ex amministratore Dino Bico erano stati accordati nei giorni scorsi gli arresti domiciliari.
Il magistrato aveva sollecitato il commissariamento ritenendo che i presunti illeciti compiuti dalle persone fisiche, in qualità di dirigenti ed amministratori delle società, abbiano favorito le aziende e fosse necessario quindi eliminare i presupposti per il ripetersi delle irregolarità.
I commissari giureranno davanti al Gip entro fine settimana. Si tratta di Andrea De Santis per la Appalti Lazio, Paolo Malagrinò per la Tecnostrade, Tiziano Onesti per Ediltevere e Alessandro Gaetano per la Seas.

Il provvedimeno è stato accolto con grande preoccupazione da Confindustria e Ance Perugia “per le ripercussioni negative che tali sviluppi potrebbero avere sul comparto delle costruzioni, sull’intera economia e sui livelli occupazionali della regione”.
Preoccupazioni che erano già state espresse nelle scorse settimane ma che ora aumentano di fronte a questa ulteriore svolta che delega la gestione delle quattro importanti aziende ad un commissario giudiziale.
“Siamo di fronte a misure inusuali – sottolinea un comunicato congiunto – se rapportate al numero limitatissimo di casi nei quali la magistratura italiana ha ritenuto di avvalersene e se si considera che siamo ancora nella fase delle indagini preliminari e dunque di un lavoro teso a fare piena luce sui fatti contestati. Peraltro, nei rari casi in cui sono stati adottati simili provvedimenti, ci si trovava di fronte a vicende di dimensione e portata, a quanto ci risulta, non confrontabili con quelle sulle quali si sta indagando in Umbria”.

La decisione del giudice potrebbe essere stata adottata anche con l’intento di garantire la continuità dell’attività delle imprese, dare certezze ai lavoratori, rasserenare e normalizzare il rapporto tra le stazioni appaltanti pubbliche e le aziende.
“In questo senso – è scritto nella nota di Confindustria e Ance – auspichiamo un atteggiamento positivo e responsabile di tutti i soggetti economici, politici e sociali, al fine di ripristinare un clima di costruttiva e trasparente collaborazione”.
Le due organizzazioni invitano poi istituzioni e organizzazioni sindacali a dare vita ad un “tavolo” per gestire e contrastare le conseguenze negative che si stanno prospettando nel settore delle costruzioni, anche con riferimento alla particolare e sfavorevole congiuntura economica.

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