Dalla frazione marscianese di Spina una denuncia contro l'odissea quotidiana di dover percorrere una strada da terzo mondo

Faccio una premessa: durante l’anno percorro in auto circa 40 mila chilometri per il mio lavoro sia in Italia che in Europa.
Ogni mattina da più di trent’anni, per lavoro ma anche per necessità, parto con la mia auto dal vocabolo Palombaro di Spina in direzione Perugia, su una strada che a dir poco è da terzo mondo.
Fino a Spina attraverso la variante che fin dalla sua inaugurazione ha presentato degli avvallamenti, che con il passare del tempo si sono evidenziati, e dove negli anni si sono avuti incidenti anche mortali, purtroppo.

Il bello inizia dopo il cimitero di Spina in direzione del capoluogo di regione: Perugia. Qui la strada fa veramente pietà, con avvallamenti continui e buche, fino ad arrivare a Badiola, per proseguire fino a Pila.
Qui alcuni anni fa sono stati eseguiti dei lavori per il passaggio delle fibre ottiche, con le tracce che sono rimaste sull’asfalto e che sono di una pericolosità incredibile per le auto, ma ancora peggio per le moto.
Per concludere, le banchine non vengono pulite e la segnaletica orizzontale è inesistente.

Perchè nelle altre nazioni, ma anche in altre regioni d’Italia, si trovano strade che sono un campo da biliardo (vedi Francia, Olanda, Germania): parlo di strade secondarie, come può essere la strada sopra descritta, ovvero strade con poco traffico, dunque che una volta rifatte durano molti anni in più?
La risposta mi è già stata data dai giornali nelle settimane scorse, con le notizie sullo scandalo degli appalti nel settore viabilità…
A noi cittadini ed utenti non resta che coltivare un sogno, quello di avere una strada degna di questo nome.
Chissà se i miei nipotini riusciranno a vedere la Settevalli in ordine e senza buche?

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