Da un po’ di tempo si sussurra tra gli esperti che la crisi degli elettrodomestici “bianchi” è dovuta alla insufficienza tecnologica del made in Italy.
Ma non è solo questo il problema, manca anche una strategia rivolta agli interessi dei consumatori.
Chi si è interessato ha scoperto che lavastoviglie e lavatrici vengono fatte in due modi diversi per il mercato italiano e quello estero (in particolare tedesco) e che il consumatore è tenuto all’oscuro di tutto, anche quando potrebbe risparmiare molto.
Dotare gli elettrodomestici venduti in Italia di doppio attacco per acqua fredda e calda, così come avviene per quelli spediti all’estero, consentirebbe un grosso risparmio di elettricità, perchè si potrebbe usare l’acqua calda prodotta dai sistemi solari termici. In tale maniera i consumi di lavatrici e lavastoviglie si riducono a un decimo del normale.
E’ questo l’appello (e la proposta) che lancia Sergio D’Alessandris, presidente di Assolterm (Associazione italiana solare termico) che riunisce i produttori di impianti.
“Per un lavaggio a 40 gradi con una lavatrice di classe C si consumano 0,70 kWh, se se ne usa una di classe A, il consumo cala a 0,57 kWh”.
Però, sottolinea, “se l’elettrodomestico è dotato di doppio attacco acqua calda/acqua fredda, il consumo energetico scende ad appena 0,06 kWh”.
Il solare termico è conveniente, sottolinea il presidente Assolterm: “produrre un kiloWatt con il solare termico costa 500 euro.
Per le esigenze termiche, come scaldare l’acqua, va usato solo il solare termico e non l’elettricità.
- Redazione
- 12 Luglio 2008








