Francesca Valentini replica all'articolo sull'utilizzo del servizio di posta elettronica da parte degli enti locali: "preferisco incontrare direttamente i cittadini e fare con loro una bella chiaccherata"

Dopo il sindaco di Todi, Antonino Ruggiano, anche il primo cittadino di San Venanzo, Francesca Valentini, ci scrive in merito all’articolo “Sindaco, c’è (c’era) posta per te…” che tanta attenzione ha suscitato.
“E’ vero, il Comune di San Venanzo – scrive la Valentini – attualmente non ha un sito istituzionale pubblicato e, di conseguenza, un relativo indirizzo di posta elettronica al momento fruibile. Potrei giustificare tale mancanza in vari modi, ma non è questo il motivo per cui ho deciso di intervenire sull’argomento.
Confesso: appena ho letto l’articolo che mi bollava in modo così implacabile come retrograda amministratrice insensibile alle esigenze dei cittadini, mi sono sentita un po’ in colpa; ma poi mi sono chiesta: “Ma è davvero così scandaloso che non abbia un accaunt istituzionale?”.
La risposta è venuta da una semplice riflessione. Credo che i cittadini apprezzino molto di più la totale disponibilità di un sindaco ad incontrarLi e ad ascoltarLi direttamente. E vi assicuro che la mia disponibilità in questo senso, come del resto quella di tutti i sindaci che conosco, è totale.
Comunque, tranquilli: per completezza di informazione, comunico che il Comune di San Venanzo sta provvedendo alla realizzazione del sito ufficiale che sarà pubblicato fra pochi giorni. Pertanto, chiunque vorrà potrà inviarmi direttamente mail alle quali sarò ben felice di rispondere.
Sono proprio curiosa di vedere quante mail riceverò dai miei cittadini i quali, spero, vorranno continuare a venire a trovarmi di persona per parlare direttamente con me, piuttosto che inviarmi poche righe tramite posta elettronica.
Sarò un sindaco di altri tempi, poco informatizzato, ma credo ancora: nell’importanza del contatto diretto con la gente; nel dialogo che, per essere efficace, ha bisogno di confronto reale e non “virtuale”; nella capacità di ascoltare le esigenze di tutti e di ognuno; nella capacità di intuire anche il non detto (possibile solo quando guardi il tuo interlocutore negli occhi).
Comunque, in attesa dell’accaunt istituzionale, chi avesse estrema urgenza di contattarmi può scrivermi all’indirizzo sanvenanzo@virgilio.it oppure, e lo gradirei, può venire a trovarmi direttamente in Comune dove potremmo fare una bella chiacchierata”.

Così come fatto a margine dell’intervento di Ruggiano, anche in questo caso non possiamo esimerci, dopo aver ringraziato il sindaco di San Venanzo per l’attenzione riservata all’iniziativa, da alcune garbate precisazioni.
Innanzitutto l’articolo non bollava come “retrograda amministratrice insensibile” nessuno: non è nello stile di questo giornale, né lo avremmo fatto nei confronti di un sindaco che conosciamo bene e con il quale ci rapportiamo da tempo senza difficoltà.
Venendo nel merito della risposta, non possiamo non ribadire come l’indagine giornalistica metta in luce, anche attraverso i successivi interventi, un quadro oggettivo di quale è la situazione.

Inutile dire che la scelta di voler privilegiare il contatto diretto con i cittadini è una decisione che fa onore alla Valentini, ma che non deve escludere (anzi!) una pubblica amministrazione sensibile ed efficiente sul fronte delle nuove tecnologie di comunicazione.
In primo luogo, perché Internet e la posta elettronica (che è solo uno, forse il più basilare dei servizi offerti) offrono ai cittadini – e pure alle istituzioni a livello di snellimento – dei vantaggi che non sono surrogabili: si pensi alla comodità di contattare a qualsiasi ora del giorno e della notte, di prendere appuntamento direttamente con il sindaco in modo discreto senza doverlo disturbare al cellulare, di trasferirgli documenti o segnalazioni che non necessariamente presuppongono un incontro…

Senza parlare del risparmio e della comodità di non doversi muovere da casa o dall’ufficio, di non salire in macchina inquinando poi alla ricerca di un parcheggio, oppure del fatto che se uno è un potenziale turista (come nel caso della nostra mail) deve essere messo in condizioni di informarsi senza spostarsi prima, o ancora peggio, che per un disabile fisico (nel nostro caso era una persona in carrozzella) il supporto offerto dalle nuove tecnologie è talmente enorme e decisivo che difficilmente si porrà il problema di privilegiare il contatto diretto per una semplice informazione.

Ribadendo che è encomiabile la disponibilità personale mostrata dalla Valentini verso i suoi cittadini, tanto più in un piccolo Comune, dobbiamo ribadire che non è una fissa di TamTam quella di Internet: l’Unione europea vi sta investendo da anni milioni e milioni di euro per alfabetizzare la popolazione; il Governo nazionale, di qualsiasi colore, annuncia come strategico il settore; a scuola si parla di un computer per ogni studente (con le famose tre “i”: italiano, inglese e informatica); la Regione non solo fa accordi a destra e a manca con Ariadsl e Telecom per cablare tutta l’Umbria ma ha creato anche una società apposita (la Centralcom), mentre anche la Comunità Montana del Peglia si è detta impegnata nella stessa direzione.

Da ultimo, solo per completezza di informazione, in modo che non si possa pensare che la redazione abbia inviato la mail senza verifcare che il sito del Comune di San Venanzo fosse ancora attivo, precisiamo che non c’è relazione fra l’avere un sito Internet online e l’attivazione di una o più caselle collegate all’indirizzo definito come standard a livello nazionale (www.comune.nomecomune.siglaprovincia.it).

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