La maggioranza che sostiene la Giunta Cozzari esce dall'angolo della commissione d'inchiesta; alla Seas di Umbertide i 250 dipendenti in allarme per il blocco dei cantieri e il ritardo nel pagamento degli stipendi

Sul “dopo-appaltopoli” la maggioranza di centrosinistra al governo della Provincia di Perugia va avanti da sola. Dopo che l’opposizione ha deciso di non prendere parte alla commissione d’inchiesta, bloccandone di fatto l’operatività, la coalizione che sostiene la Giunta Cozzari (Pd, Prc, Pdci, Sdi e Udc) ha deciso di dar vita ad una “task force” costituita dai sei eletti dal Consiglio e dai capigruppo restanti.
Obiettivi del nuovo organismo saranno quelli di conoscere nel dettaglio i meccanismi amministrativi sulla base dei quali opera l’ente per poi formulare delle proposte in grado di evitare che episodi di questo genere possano ripetersi.
Nelle prossime settimane la “task force” terrà una serie di incontri con la struttura interna, i sindacati, le parti sociali e le altre istituzioni per poter portare presto all’esame dell’aula delle nuove proposte di indirizzo su procedure e controlli.

Sempre in relazione all’inchiesta sugli appalti, si deve registrare la presa di posizione dei 250 dipendenti della Seas di Umbertide che, riuniti in assemblea, hanno espresso forti preoccupazioni per le conseguenze dell’affidamento dell’azienda ad un commissario nominato dal Tribunale (sorte che accomuna la Seas ad altre tre aziende, tra cui la Ediltevere di Pantalla).
Fra i problemi denunciati il mancato pagamento del salario: “parte dei lavoratori – è detto in una nota sindacale – devono ancora percepire la retribuzione di maggio, mentre tutti attendono ancora quella di giugno e la Cassa Edile che non è stata versata dall’impresa».
Timori anche per quanto riguarda la prosecuzione dei cantieri aperti, con alcuni di essi che risulterebbero bloccati per la mancanza di forniture.
Per avere dei chiarimenti in merito è previsto già per giovedì un incontro tra il commissario e le rappresentanze sindacali.

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