“Il gap negativo della donazione di sangue in Umbria è ancora sotto controllo, ma può trasformarsi, soprattutto nei mesi estivi, in un problema estremamente grave, non tanto per le ‘urgenze garantite’, ma soprattutto per la chirurgia programmata”. Lo ha detto l’assessore alla sanità della Regione Umbria Maurizio Rosi.
“Il fabbisogno di sangue – ha aggiunto l’assessore – è in continua crescita per gli interventi chirurgici sempre più complessi ed è indispensabile in numerose situazioni di emergenza e per l’aumento delle malattie croniche, dovute all’invecchiamento della popolazione. L’emergenza è dettata anche dal fatto che in Umbria sono aumentati i centri di eccellenza e sono nati nuovi servizi che hanno portato ad un aumento della richiesta”.
Secondo i dati forniti dall’Avis regionale, il primo semestre 2008 ha registrato un +3% rispetto al 2007, contro un 5% richiesto dal Piano di autosufficienza nazionale e un +10% delle domande. In particolare, c’è stato un saldo negativo nel mese di giugno rispetto a maggio. In questo quadro Perugia presenta un dato negativo dello 0,8% rispetto al 2007.
Suddividendo l’Umbria per Asl, risulta che nei primi sei mesi la più attiva sia stata l’Azienda numero 4 di Terni, con un incremento del 7,11% rispetto al 2007, mentre il Perugino è cresciuto solo del 4,76%. Tra gennaio e giugno le Aziende sanitarie hanno inoltrato 46 mila richieste, ma l’Avis, attraverso la raccolta periodica, è riuscita a soddisfarne soltanto 39 mila.
Per diventare donatore occorre essere in buono stato di salute, avere un’età compresa tra i 18 ed i 60 anni (65 se si è donatori periodici), pesare più di 50 kg, avere una pressione arteriosa compresa tra 110 e 180 mm di mercurio (sistolica o massima) e tra 60 e 100 mm di mercurio (diastolica o minima).
Il prelievo di sangue intero ha una durata di circa 10 minuti, l’intervallo minimo tra una donazione di sangue intero e l’altra è di 90 giorni.
In Umbria le donazioni sono 47 ogni 1.000 abitanti, mentre nel resto d’Italia la media é di 38 ogni 1.000 abitanti. In Portogallo e in Danimarca sono, rispettivamente, 18 e 83 su 1.000.
Presso le Aziende sanitarie dell’Umbria sono attivi quattro Servizi Immunotrasfusionali (SIT), che operano in stretto raccordo con le 15 Unità di raccolta del sangue presenti nei principali Comuni e con l’Associazione AVIS.









