Se non fosse che, come emerso di recente, le evasioni accertate vengono riscosse con grande ritardo e, se lo sono, in percentuali inferiori al 10% (anche se negli ultimi anni si è assistito ad una quasi triplicazione della percentuale del riscosso), la notizia che viene da Orvieto potrebbe dare qualche conforto a chi le tasse le paga.
Nella città della rupe, la Guardia di Finanza ha stanato nove “evasori totali” con l’“operazione no tax”.
Scoperto anche che la malattia dell’evasione è contagiosa infatti sette degli evasori erano assistiti dallo stesso commercialista, che si era “dimenticato” anche lui di presentare la denuncia dei redditi.
I ricavi non dichiarati supererebbero il milione e mezzo di euro, l’imposta sul valore aggiunto evasa ammonterebbe a circa duecentomila euro, i contributi Inps a ventiseimila euro, l’Irap sottratta all’imposizione ad un milione duecentomila euro circa.
I controlli sono durati un paio di mesi. L’attività di indagine ha riguardato gli anni dal 2005 al 2007 e ha fatto cadere nella rete evasori operanti in vari settori, quali imprese edili, un negozio di abbigliamento, una lavanderia, una attività assistenziale, negozi alimentari, oltre ovviamente lo studio contabile.








