E' la cifra che mancherebbe, rispetto alle previsioni, al Servizio Sanitario regionale nel triennio, se dovessero essere confermati i tagli ipotizzati dal Ministro Tremonti, nonostante le proteste unanimi

Tempi duri per la sanità, anche se quella italiana spende meno di quella di molti paesi europei. Tempi duri anche per il rapporto Stato-Regioni, con anche i governatori del Pdl che si schierano contro la “Tremontana”, che ha preso a spirare violenta, senza guardare in faccia a nessuno.
Dopo il presidente della Conferenza Stato-Regioni, Errani, solo parzialmente coperto dalla funzione di rappresentanza dell’intero paronama politico delle Regioni italiane, e dopo Formigoni, che pensava di ripararsi dal vento del nord in virtù del suo schieramento politico a fianco del Governo, anche dall’Umbria gli amministratori escono allo scoperto contro il vento che vuol ridurre le risorse per la salute pubblica.

“Purtroppo si sono avverate le previsioni della vigilia: questo Governo vuole smantellare la sanità e dare poi la colpa alle Regioni”. E’ quanto afferma l’assessore regionale alla sanità dell’Umbia, Maurizio Rosi, che, alla luce di quanto emerso dal vertice di Roma, convalida l’allarme lanciato su questo sito.
L’assessore Rosi ha evidenziato che, “pur in presenza di un indice di invecchiamento tra i più alti del paese, la nostra Regione fa registrare per il 2007 una spesa procapite di 1.715 euro inferiore alla media nazionale che è di 1.731 euro.
Se poi il confronto viene ristretto alle Regioni con invecchiamento pari a quello dell’Umbria, la differenza è ancora più netta (Liguria: 1.906, Emilia Romagna 1.811, Toscana 1.740)”.

Conclude l’assessore “nel prossimo triennio riceveremo oltre 100 milioni in meno rispetto a quelli che erano preventivati.  Si tratta di un sottofinanziamento che, per essere integrato, richiederebbe ad una regione come la nostra di ricorrere ad un’addizionale ‘Irpef’ pari a circa il 5% o a tickets devastanti.
E pare certo, inoltre, che il fondo nazionale per la non-autosufficienza non verrà confermato e tuttora c’è da erogare quello stabilito dal passato governo Prodi (circa 8 milioni di euro)”.

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