“Carissimo Commendatore, sono passati soltanto pochi giorni dall’ultima volta in cui abbiamo parlato di lavoro, della vita, e del futuro. E adesso, quasi non me ne rendo conto, mi ritrovo, io come tantissimi altri, a ricordare la Sua figura.
E’ per me una cosa davvero difficile riuscire a spiegare le mille occasioni in cui ho ricevuto da Lei insegnamenti, consigli e suggerimenti.
E’ difficile e doloroso, ma mi rimane di Lei l’esempio di un uomo onesto, corretto e leale, comprensivo e magnanimo con i deboli, retto e, all’occasione severo, con i potenti.
Nelle lunghe giornate passate insieme ho conosciuto un modello di imprenditore e di uomo che purtroppo va ormai scomparendo, capace delle intuizioni e del coraggio del Capitano di industria e pronto a commuoversi per il bacio di un nipote.
Questo ricordo non può e non vuole essere un commiato, in primo luogo perché, sono sicuro, vedendomi adesso mi avrebbe consigliato di non indulgere alla retorica e, in secondo luogo, avrebbe voluto che tutti noi, in questo momento, fossimo capaci di guardare avanti.
E allora, avanti a me ho l’immagine di imprese sane, di un gruppo industriale del quale la città di Todi e la Regione dell’Umbria vanno orgogliose, l’immagine di una famiglia unita come poche altre al mondo.
Nel momento in cui La saluto, quindi, sappia che rimarrà sempre nel mio cuore e nel cuore di chi ha avuto il piacere, la fortuna e l’onore di conoscerLa.
Da parte mia, che ho perso uno dei Maestri della mia attività professionale, rimane il ricordo di uno sguardo sereno e di una schiena dritta, caratteristiche della Sua vita e, spero, anche della mia”.
Antonino Ruggiano











