L'azienda di Pantalla di Todi, tra commesse e cantieri aperti, ha un portafoglio di 20 milioni di euro di lavori: chiesta la prosecuzione dell'attività senza alcuna ripercusioni sui circa 200 dipendenti

E’ in programma un incontro venerdì pomeriggio fra il commissario nominato dal Giudice alla guida della Ediltevere di Pantalla ed i sindacati.
All’ordine del giorno la richiesta delle organizzazione dei lavoratori di mettere l’impresa, coinvolta nell’inchiesta sugli appalti stradali, “nelle condizioni di proseguire l’attività produttiva, evitando qualsiasi ripercussione sul personale dipendente”.
La presa di posizione segue quella espressa nei giorni scorsi nei confronti della Seas, un’altra delle quattro aziende commissariate, anche se rispetto a quest’ultima (dove i lavoratori sono senza stipendio e incontrano grandi difficoltà nel portare avanti gli appalti in essere) la Ediltevere ha commesse già acquisite per circa 10 milioni di euro e lavori in corso per altrettanti, con gli stipendi che vengono corrisposti normalmente».
Nella giornata di giovedì si è svolto un incontro tra i sindacati dell’edilizia Fillea-Cgil, Filca-Cisl e Feneal Uil dell’Umbria e una rappresentanza dei lavoratori dell’azienda, che ha circa 200 dipendenti.
Al termine è stata anticipata al commissario Tiziano Onesti la richiesta di “avvalersi, se necessario, dell’aiuto e della consulenza di soggetti interni all’azienda, che non sono stati toccati dall’inchiesta e che possono contribuire con la loro esperienza al buon andamento dell’attività produttiva”.

Intanto, gli avvocati delle quattro aziende commissariate (la Seas, la Ediltevere, la Tecnostrade e la Appalti Lazio) hanno presentato atto di appello avverso l’ordinanza di commissariamento emessa del Giudice. La revoca della misura è stata chiesta per difetto dei presupposti in tema di indizi e di reiterazione del reato.
Da segnalare, infine, che anche la Corte dei Conti avrebbe aperto un procedimento specifico nei confronti degli enti pubblici coinvolti nell’inchiesta, per accertare evidentemente il danno erariale.
La magistratura contabile si appresterebbe inoltre, in collaborazione con la Finanza, ad avviare procedimenti specifici in vari Comuni dell’Umbria per verificare che non vi siano state le stesse deviazioni nell’affidamento delle gare.

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