A Todi la battaglia dell’Ici conosce nuovi sviluppi, stavolta a favore dei cittadini che si sono opposti all’invio delle cartelle. La Commissione Tributaria Provinciale ha infatti accolto un primo ricorso presentato.
Un importante punto a favore dei contribuenti, dunque, dopo che di recente erano venuti pronunciamenti della Consulta della Corte Costituzionale favorevoli al Comune in tema di retroattività dell’Ici dovuta.
Secondo la Commissione Tributaria in data 1 gennaio 2002 il terreno del ricorrente “non aveva natura di area fabbricabile e quindi mancavano i presupposti di fatto e di diritto per la legittima imposizione dell’ICI, tenuto conto che il PRG parte strutturale non era stato ancora approvato”.
Tutto ciò, si legge nel provvedimento, sulla base delle norme contenute nell’art. 5 del D. Lgs n° 504/92, il quale prevede che per le aree fabbricabili il valore è quello venale in comune commercio al 1 gennaio dell’anno di imposizione.
Su questo e sulla “violazione e falsa applicazione dell’art. 31, comma 20, della legge 289/2002 relativo all’obbligo della comunicazione dell’avvenuta attribuzione della natura di area edificabile al terreno dei contribuenti” si è basato il ricorso, vinto, di Alessandra Paolantoni, commercialista con studi a Perugia e Roma.
A dare notizia del successo contro la pubblica amministrazione tuderte è il consigliere comunale Mauro Giorgi, promotore insieme ad altri del “comitato anti-ici”, il quale tiene a sottolineare come si tratti di “una novità importante per i contribuenti che sarà apprezzabile anche da coloro i quali sono sempre contro all’imperizia e al pressappochismo quando si tratta di interpretare leggi e norme che riguardano i cittadini”.
Praticamente le conclusioni della Commissione Tributaria – viene sottolineato – riguardano tutti gli avvisi di accertamento relativi alle aree edificabili emessi per il 2002 per i quali i contribuenti hanno fatto ricorso. Anche per quanti non abbiano fatto ricorso, il Comitato consiglia di chiedere in ogni caso il rimborso dell’ICI versata, considerata la mancanza dei presupposti di legge che si sono rivelati determinanti per la sentenza positiva della Commissione Tributaria Provinciale.
“Leggendo la sentenza – scrive Giorgi – emerge un’altra figura poco edificante per il comune di Todi, che peraltro non si è nemmeno presentato all’udienza, legata al fatto che si è cercato di sostenere che il ricorso in questione fosse tardivo, mentre invece è stato correttamente presentato entro i termini di legge ma protocollato in ritardo dal Comune per questioni organizzative interne, come poi ha accertato la Commissione dietro una memoria difensiva che ha dovuto produrre il ricorrente e successivamente confermato dal responsabile del servizio comunale. Però anche in questo caso il ricorrente ha dovuto farsi carico anche delle spese legali relative all’accertamento della tempestività del ricorso presentato“.
Il consigliere comunale dell’Idv, che già nei giorni scorsi era andato all’attacco della struttura comunale, vuole togliersi a tutti i costi qualche sassolino dalle scarpe. “Anche se non siamo “giuristi” – è il commento finale – crediamo che comunque con l’impegno, il disinteresse, l’umiltà, la ragionevolezza ed il buon senso si riesca ad essere vicini ai cittadini. E’ vero, non siamo dotti ma come si vede non lo è neanche chi invece vuol farlo credere di sé stesso! Non cerchiamo la ragione a tutti i costi, vogliamo soltanto far affermare ciò che le leggi e normative prevedono e che quando c’è la “libera interpretazione” non sia solo il cittadino e farne le spese”.
Il comunicato si conclude annunciando che l’attività del Comitato non si fermerà: “quei punti in sospeso che abbiamo inoltrato all’Amministrazione comunale continueremo a sollecitarli, come ad esempio il fatto che nel 2003 l’Ufficio Tributi non ha comunicato al contribuente che il proprio terreno era sottoposto al pagamento dell’ICI relativamente alle aree edificabili. Per non parlare poi che alla luce del ricorso vinto si potrebbe profilare anche un danno erariale per l’ente e quindi con il conseguente interessamento della Corte dei Conti”.










