Petrolio a Todi? No, semplicemente fogne! E’ quanto si apprende da una precisazione della “Intrageo”, impresa archeologica tuderte che ha prontamente risposto alla critica mossa da un cittadino tuderte nello spazio “lettere e interventi” di TamTam.
“Nessun segreto – spiega la Intrageo – per quanto riguarda la “trivellazione” presso i nicchioni romani, piuttosto una situazione delicata in quanto recentemente (circa un anno fa) è stato immesso uno o più scarichi privati all’interno di uno dei tanti antichi cunicoli drenanti presenti nel sottosuolo di Todi, a monte del Mercataccio”.
In pratica, attraverso qualche percorso sotterraneo, al momento impossibile da individuare, i liquami finiscono nel Cunicolo dei Nicchioni romani e nel corso dello scorso anno, si sono più volte riversate acque putride e maleodoranti all’esterno del cunicolo, fino al parcheggio.
“Nel corso dei mesi passati – ci viene spiegato – l’Ufficio Tecnico del comune di Todi, l’Impresa Intrageo, incaricata per la manutenzione della rete sotterranea drenante del colle e Umbria Acque, hanno provveduto a monitorare la zona per cercare di individuare la provenienza degli scarichi, senza per altro giungere ad una soluzione”.
In seguito sono state eseguite tre diverse operazioni di espurgo dei liquami, ed infine, si è arrivati alla decisione di “trivellare”.
“Con un saggio di scavo archeologico – informa la Intrageo – abbiamo intercettato a valle il cunicolo romano, abbiamo così potuto constatare che lo stesso si è completamente interrato, quindi l’acqua oltretutto non più limpida ma inquinata, si accumula e fuoriesce dal nicchione“.
Un ulteriore problema è che in quell’angolo dei Nicchioni, nel sottosuolo, c’è un bel mosaico e altre strutture coeve con presenza anche di reperti archeologici, per cui l’intervento programmato dall’Ufficio Tecnico, in accordo con la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, presenta alcune prescrizioni progettuali a causa del poco spazio disponibile; difatti per dirottare i liquami dal cunicolo romano verso una fogna a valle, occorre realizzare alcune opere fognarie che non danneggino soprattutto il mosaico, il cunicolo e le strutture romane.
“L’intervento definitivo risulta abbastanza costoso – conclude Intrageo – e l’Amministrazione comunale sta provvedendo per i necessari finanziamenti. A questo punto pensiamo che al più presto verrano ripresi i lavori, scusandoci per la non piacevole estetica del cantiere”.










