“Appaltopoli”, l’inchiesta della Procura di Perugia sull’assegnazione pilotata di appalti per opere pubbliche da parte di alcuni enti locali dell’Umbria, conosce nuovi sviluppi.
Un maresciallo della Guardia di Finanza è stato arrestato nel pomeriggio di lunedì per corruzione, mentre un generale delle Fiamme Gialle risulta indagato per lo stesso reato.
Il maresciallo, in servizio al comando regionale di Perugia, è stato arrestato su mandato del Gip Claudia Matteini, su richiesta del pm Manuela Comodi, con l’accusa di concorso in corruzione con il costruttore edile Carlo Carini, ex presidente dell’Associazione costruttori della Confindustria di Perugia, già in carcere per la stessa inchiesta e raggiunto da un altro ordine di custodia cautelare per tale vicenda.
Secondo l’accusa, il sottoufficiale avrebbe “ammorbidito” gli effetti di verifiche fiscali condotte in una delle aziende dell’imprenditore.
Contemporaneamente è stata notificata una informazione di garanzia anche ad un generale della stessa Guardia di Finanza, anche lui accusato di corruzione in concorso con un altro costruttore, Gino Mariotti, imprenditore finito agli arresti domiciliari e destinatario di un nuovo provvedimento di custodia cautelare.
Da giorni circolava voce che l’inchiesta, che aveva portato nelle scorse settimane all’emissione di provvedimenti restrittivi nei confronti di una trentina di persone, tra costruttori, dirigenti e funzionari di enti locali (in particolare della Provincia di Perugia), stava aprendo dei nuovi “filoni”, ma l’attenzione era (e rimane) rivolta soprattutto al mondo politico regionale.
- Redazione
- 22 Luglio 2008












