Tra la fine dell'Ottocento ed il primo decennio del secolo scorso si ipotizzò, ma venne sostenuta solo dal versante toscano, una line ferroviaria Ancona-Foligno-Todi-Orvieto-Orbetello

Quando “alla fine del XIX secolo si auspicò il rapido collegamento tra l’Adriatico ed il Tirreno, allo scopo di togliere dall’isolamento varie aree dell’Italia Centrale… venne prospettata la realizzazione di una ferrovia che doveva unire Ancona, lungo la tratta Foligno-Todi-Orvieto, a Talamone-Orbetello”.
La ricostruzione storica, di una vicenda che, se positivamente conclusa, avrebbe fatto di Todi un nodo ferroviario importantissimo, è dell’avvocato Stefano Menicacci, sulle pagine della Gazzetta di Foligno.
La tratta Ancona-Foligno era già in atto e, purtroppo, è rimasta solo l’unica cosa reale di questo progetto.
Un progetto che, però, tagliando fuori Todi ed Orvieto, è in via di realizzazione attraverso la riattivazione delle linea Orte- Civitavecchia.

Il progetto ottocentesco all’epoca ebbe molti sostenitori. Basti pensare che, per il tratto finale da Orvieto a Talamone, il Consiglio Provinciale di Grosseto il 13 ottobre del 1863, solo due anni dopo la proclamazione dello Stato Italiano, si espresse all’unanimità.
Ma la cosa non finì lì, perché, dieci anni dopo, la Camera di Commercio di Siena e Grosseto commissionò anche uno studio sommario del percorso da seguire. Quattro anni dopo un apposito comitato fece redigere un vero e proprio progetto, che venne presentato al Governo.

Ancora nel 1910 a Pitignano un comitato con alti esponenti politici elaborò una dettagliata relazione tecnico- finanziaria a sostegno del progetto. Ma l’Italia allora era impegnata a conquistare lo “scatolone di sabbia” della Libia e non se ne fece nulla.
Nella ricostruzione della vicenda, quel che colpisce è che tutta l’attività promozionale sia stata svolta dal versante Toscano e che nulla si ricordi su quello umbro e segnatamente su quello tuderte-orvietano, territorio che più di altri avrebbe beneficiato della realizzazione.
Solo negli anni Sessanta del  XX secolo l’idea fu ripresa, ma ragionando di strade e non di ferrovie ed anche per queste il percorso della mitica due mari è ormai segnato.

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