È fissato per stamattina presso il carcere perugino di Capanne l’interrogatorio di garanzia per Massimo Mazzocchi, il maresciallo della Guardia di Finanza, arrestato lunedì nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Perugia sulla assegnazione di appalti per opere pubbliche da parte di enti locali.
Deve rispondere di concorso in corruzione con il costruttore edile Carlo Carini, già in carcere dal 12 giugno scorso e raggiunto ora da un nuovo ordine di custodia cautelare per questa vicenda, con un ulteriore interrogatorio a cui sarà sottoposto.
Il Generale Carlo Terzoli, comandante della Guardia di Finanza dell’Umbria, di cui Mazzocchi era collaboratore diretto, è finito anche lui nel registro degli indagati nell’ambito della stessa inchiesta.
Il reato ipotizzato dal magistrato inquirente Manuela Comodi e condiviso dal Gip Claudia Matteini che ha firmato i provvedimenti, è corruzione.
Una serie di tangenti in natura sarebbero infatti state elargite dai due imprenditori per non avere problemi con i finanzieri o per eludere, del tutto o in parte i controlli dell’agenzia delle entrate.
Intanto, mentre procede questo secondo filone di inchiesta, i sindacati di categoria Cgil, Cisl e Uil hanno avuto un nuovo incontro con i lavoratori della Ediltevere di Pantalla, una delle aziende coinvolte in “appaltopoli” e commissariata dal Tribunale.
L’organizzazione di catetoria ha chiesto l’erogazione dei certificati antimafia nei tempi previsti della normativa per non compromettere l’avvio di lavori che risultano già aggiudicati alla società.
La scorsa settimana i sindacati si erano intanto incontrati con il commissario al quale è stata affidata la gestione dell’azienda, e i rappresentanti della proprietà, ricevendo ampie rassicurazioni che verrà fatto di tuto per grantire all’azienda normalità e continuità.
“Si cercherà tra giovedì e venerdì – informa una nota – di definire con esattezza il raggio d’azione del commissario, che coincide con il contenuto dell’ordinaria amministrazione“.












