L'Inail continua a segnalare la regione come quella con la più alta incidenza di incidenti; il calo registrato in agricoltura nel primo quadrimestre 2008 difficilmente riguarderà il "cuore verde" d'Italia

L’Umbria è rimasta in testa nella triste graduatoria degli infortuni nel 2007: sia per gli infortuni più lievi, che comportano indennità temporanee, sia in quelli che causano invalidità permanente la nostra regione svetta su tutte le altre.
Anche per gli infortuni mortali l’Umbria viene subito dopo il Molise e la Calabria con una incidenza che è comunque doppia di quella media nazionale.
Le prime stime sul consolidamento dei dati mensili 2008 indicano in Italia un calo complessivo degli infortuni nel primo quadrimestre valutabile, ad oggi, nell’ordine dell’1%-1,2% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, in misura cioè più ridotta rispetto alla variazione annua 2007.

Il calo sarebbe determinato principalmente da una diminuzione accentuata del fenomeno nell’agricoltura che, sempre stando alle stime, dovrebbe subire un calo compreso tra il 3% e il 5%, ma che dalla notizie della cronaca difficilmente dovrebbe riguardare anche l’Umbria.
E’ una flessione troppo modesta, per l’INAIL, quella che si prospetta per il 2008. Anche se confermata nei successivi mesi dell’anno, “non si può ritenere soddisfacente, sia perché segnerebbe un passo indietro rispetto all’anno precedente, sia perché proprio il 2008 rappresenta l’anno di inizio della serie quinquennale che dovrà essere posta sotto osservazione per il perseguimento degli indirizzi strategici stabiliti dalla Comunità Europea (una riduzione degli infortuni sul lavoro del 25% nel periodo 2007-2012)”.

Se l’Inail non è soddisfatto, apprezzamento per il calo degli infortuni sul lavoro in agricoltura nel primo quadrimestre del 2008 è espresso dalla Coldiretti, la quale coglie l’occasione, con riferimento al Testo unico sulla sicurezza, per chiedere un ulteriore sforzo di semplificazione burocratica per accompagnare il processo di riduzione degli infortuni in atto, senza necessariamente inasprire le sanzioni che non sempre ottengono i risultati previsti.

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