Il "principale leader del partito di opposizione" a Todi replica all'intervista del sindaco e traccia anche lui un bilancio, tutto negativo, dell'avvento del centrodestra al governo della città
rossini

Il primo “compleanno” dell’Amministrazione Ruggiano è ormai alle spalle. Dopo l’intervista al sindaco di Todi, è la volta di quella (come usava dire Veltroni in campagna elettorale riferendosi a Berlusconi) al “principale leader del maggior partito dell’opposizione”: Carlo Rossini.
A qualificarlo come tale è stato per certi versi lo stesso Ruggiano in quella stessa intervista, parlando del coordinatore del Pd e consigliere comunale come di colui che tenta di “serrare le fila della minoranza.

Rossini, si è sentito lusingato da questa indicazione-riconoscimento?
“Non credo ci sia nulla di cui sentirsi lusingati. Non trovo nelle parole del sindaco alcun riconoscimento. Come coordinatore del maggior partito di opposizione e come consigliere comunale cerco, certamente, di serrare le fila del centrosinistra. Lo ritengo doveroso e naturale, ovvio mi verrebbe da dire. In questo, peraltro, non sento di essere solo: faccio la mia parte”.

Teme che sia stata una mossa per dividere l’opposizione e metterla nel mirino?
“Provi in un altro modo. Nel centrosinistra avremo pure i nostri problemi, ma su questo non manca il rispetto reciproco ed il giusto riconoscimento del ruolo di ognuno”.

Ruggiano, nel tracciare il suo bilancio, non ha fatto ammenda di nulla parlando di risultati soddisfacenti e annunciandone di migliori. Il vostro giudizio è totalmente negativo: dov’è la verità? Nel mezzo?
“Non direi. Quali sarebbero questi risultati soddisfacenti? Prometteva di essere il sindaco di tutti ed ha azzerato il dialogo con l’opposizione; di ascoltare tutti e non ascolta nessuno; di tenere sempre la porta dell’ufficio aperta e allontana i cittadini affiggendo avvisi ridicoli; di essere sempre disponibile e per farsi rispondere al telefono bisogna raccomandarsi a Sant’Antonio; di stravolgere la macchina comunale e rischia di fermarla; di valorizzare le professionalità interne all’ente e ha nominato solo responsabili di servizio esterni; di rilanciare il turismo e le presenze calano… Per non parlare dei progetti futuri… Vogliamo dire del Lapidario? 218 mila euro per un progetto senza senso, con le urgenze e le priorità che ogni giorno vediamo”.

Qual è il settore dell’Amministrazione comunale che secondo Lei funziona peggio?
“Credo che a funzionare peggio, in realtà, sia la macchina nel suo complesso, sempre più disorientata ed in affanno. Nonostante i proclami del centrodestra, alcuni settori nevralgici faticano ancor più che in passato. Il risultato è che le risposte non arrivano e la situazione è di sostanziale stallo. In tutto questo, individuare il settore che funziona peggio è difficile. Poi, non mi faccia fare nomi, che qualche amministratore ha già dimostrato, dalle colonne del vostro sito, di essere permaloso…

Si riferisce al vicesindaco?
“Lo dite voi…”.

Facciamo allora finta di stare a scuola: dia un voto al sindaco e ad ogni assessore affiancandolo da un giudizio sintetico che ne connoti l’operato…
“Rimandiamoli tutti a settembre, che è meglio”.

Nel senso che aspetta la fine del Festival?
“Anche, ma non solo…”.

Avesse a disposizione due sostituzioni, chi cambierebbe in Giunta e perché?
“Beh, per opportunità, dovrei interrogarmi su chi ha fatto meglio finora per privarne Ruggiano. Se invece mi si chiede di individuare chi ha lavorato peggio… mi si mette in imbarazzo”.

In tutta onestà: non ritiene che anche all’interno dell’opposizione siano stati fatti degli errori di strategia in questo anno?
“È possibile, certo
. D’altra parte si è trattato di un anno particolarmente faticoso. Abbiamo dovuto assorbire una sconfitta elettorale mai subita prima, prendere coscienza di essere forza di opposizione, adattarci al nuovo ruolo. Non è stato facile e non lo è neppure oggi. Ma stiamo migliorando e questo è ciò che conta”.

Sempre Ruggiano ha parlato di una minoranza divisa e informe: non teme che anche i tuderti possano avere la stessa impressione, visti i distinguo di Giorgi, le smarcature di Caprini, i silenzi di Servoli?
“Dunque: fatemi capire. Ruggiano, con tutte le divisioni che ha in casa, parla di una minoranza divisa? Per carità, non è che io voglia eludere la domanda, ma certo che il pulpito di Ruggiano non è dei migliori! Poi, addirittura: una minoranza informe. No, non direi.
Intanto, tiriamo fuori dalla discussione l’amico Sandro Servoli, per la stima che merita e per la sua fattiva e leale collaborazione nel Partito Democratico. Per il resto, credo che i distinguo di Giorgi e Caprini siano fisiologici in un momento politico come questo, soprattutto guardando al contesto nazionale. Sono fiducioso, però. Ci sono dei distinguo, è vero, ma ci sono anche moltissime cose che ci accomunano. Cose che in questo momento, magari, faticano più di altre ad emergere, ma ritroveremo”.

Cosa preoccupa di più il Pd di come il centrodestra sta amministrando la città… e non ci dica tutto!?
“No, certo, dire tutto sarebbe come non rispondere. Si potrebbe parlare della superficialità e dell’approssimazione nella gestione, della scarsa lungimiranza del progetto politico, ma il nodo centrale mi sembra sia sempre lo stesso. Ho avuto occasione di sottolinearlo più di una volta: il centrodestra non ha un’idea di città, non ha chiaro cosa e come dovrà essere la Todi di domani. Basta andarsi a rileggere le linee programmatiche di indirizzo che abbiamo bocciato a febbraio in consiglio comunale: linee che dovevano traguardare fino al 2012 e non avevano, invece, alcun respiro”.

C’è chi lascia capire che spesso cercate solo di mettere i bastoni tra le ruote, facendo leva sui rapporti di fratellanza politica che avete con gli altri enti, a partire dalla Regione, invece di adoperarVi a favore della città?
“Lasciamo fare le illazioni. Fermiamoci ai fatti. In Umbria ci sono diverse Giunte di centrodestra ed i rapporti di questi comuni con gli enti mi sembra funzionino abbastanza bene. Credo la verità sia un’altra. Stando a quanto mi risulta, Ruggiano in questi mesi ha dedicato ben poco tempo ai rapporti con gli enti, Regione su tutti. Se non accetta volentieri consigli da noi, parli almeno con i suoi amici di centrodestra che amministrano altre città, per farsi spiegare come fare”.

In questo anno non c’è stata da parte vostra non solo nessuna apertura a Ruggiano ma neppure, a sentire lui, alcuna proposta costruttiva: non ritiene che questo sia mortificante per la città?
“Siamo molto preoccupati, è vero. La città rischia di trovare un punto di equilibrio molto basso, ma in questo ognuno porta le proprie responsabilità. Dopo la sua elezione, Ruggiano aveva due strade per un nuovo equilibrio politico in città: cercare l’undicesimo uomo o aprire un dialogo serio e sistematico con l’opposizione. Ha scelto di cercare l’undicesimo uomo, evitando il confronto in Consiglio comunale. E ora pretenderebbe anche che in questo quadro noi portassimo proposte costruttive? Il sindaco farebbe bene a non nascondersi dietro un dito: se ha solo cercato l’undicesimo consigliere evidentemente le proposte costruttive le aveva già in testa… Ora che ha una maggioranza, ci faccia vedere. Plasmi questa città con la forza della sua maggioranza e le idee che ha in mente per Todi”.

Sì, ma almeno sui grandi temi, sulle questioni di interesse comune…
“Non ci siamo mai sottratti alle nostre responsabilità nei confronti della città. Sappiamo bene che ci sono temi sui quali c’è bisogno di convergere. Ci vengano sottoposti e, responsabilmente, faremo la nostra parte”.

Un gioco di rimessa, insomma, il vostro?
“No. Semplice rispetto della volontà popolare. Lo scorso anno la città ha lanciato un messaggio chiaro, ha scelto di “cambiare gestione”. Credo si debba rispettare questo sostanziale ricorso al criterio dell’alternanza: chi ha vinto metta sul tavolo il proprio progetto e gli dia gambe, chi ha perso osservi, valuti, sostenga il sostenibile, critichi ciò che non va e, se del caso, elabori e proponga un progetto alternativo”.

Come Pd tornate spesso sul caso Pizzichini: è chiaro che è una ferita aperta, ma non ritenete che questo possa lasciare ormai indifferente l’opinione pubblica cittadina rispetto a problemi più concreti?
“No, non credo l’opinione pubblica sia indifferente. Perché se per caso Pizzichini si intende il voto del Presidente del Consiglio a favore del bilancio della Giunta Ruggiano, allora è un conto. Ma il caso Pizzichini è molto di più: è parlare di un modo di fare politica basso, furbesco ed opportunista, autoreferenziale e trasformista, assolutamente irrispettoso della volontà popolare; è parlare della nuova classe dirigente della città, che rischia di mutuare dal passato piuttosto che storia ed ideali, vecchie abitudini e pessimi vizi; è parlare della rappresentanza in città di un partito che in Pizzichini si è per anni riconosciuto; poi c’è quel che abbiamo detto fin qui: è parlare di Ruggiano e della sua scelta di accaparrarsi un consigliere, piuttosto che dialogare con l’opposizione per il tanto sbandierato e poco praticato bene della città. La questione, quindi, è più concreta di quanto sembri. È un problema di cornice politico-istituzionale dentro alla quale stanno le scelte di tutti i giorni sui problemi dei cittadini“.

Quale ritiene potrebbe essere un elemento deflagrante della debolezza amministrativa di cui accusate il centrodestra?
Non fatemi dare indirettamente consigli a Ruggiano, non li accetterebbe”.

Che fa: attende il “cadavere” lungo il fiume?
“No, figuratevi… pesco!”.

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