La Coldiretti denuncia il ribasso delle quotazioni sulla piazza di Perugia: sia il frumento tenero che il duro sono scesi di circa mezzo euro in appena una settimana; stesso trend si registra alla Borsa merci di Bologna

Nuovo crollo delle quotazioni del prezzo del grano registrato nella giornata di ieri presso la Borsa Merci  della Camera di Commercio di Perugia, dove secondo quanto riferisce Coldiretti è maturato ieri uno scontro fra i propri rappresentanti e i portavoce del settore agroalimentare sulla riduzione dei prezzi dei cereali.
Coldiretti definisce un “ribasso inaccettabile quello voluto da questi ultimi, in quanto non vi sono al momento rilevanti contrattazioni in atto a giustificarlo”.

La diminuzione dei prezzi della materia prima – sostiene Coldiretti – non si traduce per i consumatori in un calo dei prezzi di vendita di pasta e pane, il cui costo dipende per quasi il 90% da fattori diversi dalla materia prima.
Significativo in particolare, segnala l’organizzazione di categoria, l’enorme divario tra il prezzo alla produzione del grano e quello alla vendita del pane: se il prezzo del primo continua a diminuire, quello del pane è salito in vent’anni del 750%.

Per Coldiretti, il contenimento dei prezzi dei prodotti alimentari a vantaggio dei consumatori non si affronta con la riduzione di quello dei prodotti agricoli che riesce a malapena a coprire i crescenti costi di produzione, ma eliminando le diseconomie nel percorso dei prodotti dal campo alla tavola, lungo il quale i prezzi aumentano in media di cinque volte, che diventano dieci dal grano al pane.

Per la cronaca, il Bollettino della Camera di Commercio di Perugia indica come prezzo tra i 18 e i 18,5 euro il quintale per il tenero e fra i 28 e i 28,5 euro per il duro, in flessione di circa mezzo euro rispetto alle rilevazioni di una settimana fa.
Sulla piazza di Bologna, tradizionalmente più alta rispetto a quella umbra, il tenero era quotato giovedì scorso fra i 20,2 e i 20,5 euro, mentre il frumento duro era trattato tra i 33 e i 33,7 euro il quintale, anche in questo caso in diminuzione risetto a sette giorni prima.

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