Il piano delle opere previsto dalla Legge Obiettivo non subisce variazioni, ma per sapere quali e quanti interventi saranno concretamente realizzabili bisognerà conoscere le disponibilità finanziarie

Ancora non sono definite le disponibilità finanziarie, quindi i tempi di avvio o conclusione delle opere infrastrutturali che riguardano anche l’Umbria.
Intanto però il Governo ha riconfermato quello che il Ministro delle infrastrutture ha definito come un vero e proprio contratto istituzionale, sottoscritto oltre che dal ministro competente anche da quello dell’Ambiente, delle Regioni e dal presidente del Consiglio.
Le intese con le singole regioni, che sono uno strumento previsto dalla Legge Obiettivo, contengono una serie di interventi già previsti nel piano decennale delle Infrastrutture strategiche della Legge Obiettivo ed inoltre recepiscono le richieste aggiuntive che le regioni hanno formulato in sede di conferenza unificata per l’inserimento nell’allegato Infrastrutture 2009-2011 al Dpef.

Quanto alle risorse finanziarie per rendere concreto il “libro dei sogni” nel protocollo, in particolare, c’è un preciso impegno a definire entro il prossimo semestre un dettagliato quadro finanziario, da cui si evinceranno le disponibilità esistenti a carico della Legge Obiettivo, quelle a carico sia della Legge Obiettivo che di altri organismi pubblici e privati, quelle dei soli privati e le opere, infine, non coperte da risorse.
Per adesso quindi si sa solo che, prima o dopo, saranno realizzate in Umbria le seguenti opere:

a) Per il sistema ferroviario vengono riconfermate sia il raddoppio della Orte-Falconara, sia il potenziamento e velocizzazione della Foligno-Terontola, essenziale per la connessione con l’Alta velocità.

b) Per il sistema stradale viene ribadita la completa realizzazione del Nodo di Perugia, la riqualificazione e trasformazione in autostrada della E45, la realizzazione del quadrilatero Marche-Umbria, della trasversale E78 tra Grosseto e Fano, della strada Tre Valli e dei collegamenti di Terni con Rieti e Civitavecchia.

c) Inoltre, si riconfermano gli interventi per la realizzazione del sistema intermodale perugino (interconnessione rete stradale, ferroviaria Rfi e Fcu, Minimetrò) e del collegamento della città di Terni con l’autostrada A1.

d) Vengono quindi ribadite l’importanza e la funzione strategica del sistema aeroportuale regionale con l’aeroporto internazionale di Perugia, e quello di Foligno che svolge prevalentemente funzioni di Protezione civile, e delle piastre logistiche di Città di Castello, Terni e Foligno ed in particolar modo, per queste ultime due, la necessità dell’accesso alla rete nazionale Rfi.

In attesa di conoscere se e quando queste opere saranno realizzate, le comunità dell’Umbria avranno tutto il tempo per incominciare a litigare: per esempio su dove ci dovranno essere i caselli di accesso all’autostrada e, per gli esclusi, come uscire dalle proprie città.

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