Al momento in Italia si può contare al massimo su sette mesi di scorte di pane e pasta ottenuti con il raccolto nazionale di grano che si è appena concluso.
E’ quanto è emerso da uno studio sugli effetti dell’emergenza cibo presentato, nel corso dell’Assemblea Nazionale della Coldiretti.
L’organizzazione ha prefigurato “un quadro preoccupante”, dovuto alle “disponibilità limitate” di scorte e “alla chiusura delle frontiere e alle limitazioni delle esportazioni da parte di molti Paesi produttori di fronte all’emergenza cibo mondiale”.
“Le prospettive a livello internazionale – ha spiegato il presidente della Coldiretti, Sergio Marini – evidenziano la necessità per l’Europa e l’Italia di investire sull’agricoltura e aumentare ulteriormente la produzione nazionale e comunitaria, ma anche di garantirsi una propria riserva strategica di prodotti alimentari di base per stabilizzare il mercato interno e assicurare gli approvvigionamenti al giusto prezzo per imprese e consumatori”.
- Redazione
- 3 Agosto 2008








