Il sospetto che la moria di pesci lungo il Tevere sia dipesa da una repentina diminuzione di ossigeno, non per cause naturali, è confermato dall’Arpa e dal fatto che dalla diga di Motedoglio sia stata rilasciata acqua ulteriore per riossigenare il fiume.
Le operazioni di rimozione delle carcasse dei pesci morti – ha reso noto l’unità operativa ambiente e protezione civile – sono iniziate nel pomeriggio di ieri e sono proseguite, anche con l’ausilio dei volontari della protezione civile comunale, fino a tarda notte, per riprendere in mattinata e continueranno fino al ripristino delle condizioni di normalità.
- Redazione
- 3 Agosto 2008








