A quanto risulta da una interrogazione presentata del senatore Valerio Carrara (PdL) ed altri, una legge in corso di approvazione nelle regioni Emilia-Romagna, Umbria, Lombardia e Veneto per meglio regolamentare gli aspetti etici legati alla somministrazione di farmaci psicoattivi ai minori, potrebbe rischiare di essere impugnata dal Governo nazionale.
Recentemente anche la Provincia autonoma di Trento ha approvato una legge sullo stesso argomento.
L’iniziativa è stata assunta in quanto sempre più pressanti sono le richieste da parte della cittadinanza di iniziative legislative a tutela del diritto alla salute dei bambini, in un ambito così delicato qual è quello del rischio della disinvolta somministrazione di psicofarmaci, cattiva pratica sanitaria in forte incremento – secondo l’International Narcotic Control Board dell’ONU – in ben cinquanta Paesi del mondo.
Il Governo italiano, che già aveva proposto ricorso avverso una prima legge approvata in Piemonte, con delibera del Consiglio dei ministri del 21 dicembre 2007, ha ora rinnovato l’azione avverso la legge approvata in Trentino-Alto Adige, con delibera del Consiglio dei ministri del 4 luglio 2008.
I due testi d’impugnativa sono esattamente identici, in quanto – a dire dei tecnici legislativi – le due leggi, introducendo l’obbligo del “consenso informato” da parte dei genitori per la somministrazione al minore di sostanze psicotrope, obbligo non previsto dalla normativa nazionale sulla prescrizione dei farmaci stupefacenti o psicotropi, eccedono le competenze legislative regionali.
Un’altra obiezione riguarda il divieto di pubblicità al pubblico di questi prodotti, che secondo il ricorso del Consiglio dei ministri ostacolerebbe la prescrizione di tutti gli psicofarmaci in genere.
In verità il divieto di pubblicità al pubblico di farmaci non da banco, quali quelli psicoattivi, è già vigente da tempo in Italia, e non è in discussione, ed il dispositivo regionale in questione ribadisce solo tale divieto, ponendo l’accento su pratiche sleali di pubblicità “occulta” di medicinali, quali sono vere e proprie campagne informative su specifiche patologie tali da sollecitare medici e famiglie all’adozione di ben individuati prodotti farmacologici.












