La notizia che viene da Città di Castello è di quelle da lasciare “basiti”.
I genitori di 24 ragazzi, di cui due ragazze, in maggioranza minorenni, di estrazione sociale medio-alta, si sono meravigliati e sono apparsi addirittura contrariati dal fatto che la polizia si fosse interessata a quelle che per loro erano solo “ragazzate” compiute dai loro “pargoletti”.
Le ragazzate sono state: furti per un totale di 19, danneggiamenti e vari episodi di vandalismo.
Ad esempio il raid ladresco nel camping Montesca, dove furono danneggiate e saccheggiate numerose roulotte e bungalow; un furto nei locali della “Polisport”, dove vennero rubati un’autovettura e sedie a rotelle utilizzate dai portatori di handicap per il gioco del tennis (le sedie a rotelle furono poi abbandonate per le strade del centro storico); il furto di attrezzature sportive all’Istituto tecnico per geometri di Città di Castello e, successivamente, anche il danneggiamento di un’aula della stessa scuola.
Ed ancora: il danneggiamento di una centralina per l’illuminazione pubblica del Comune di Città di castello, di edifici di interesse culturale nel centro storico di Città di Castello e di attrezzi agricoli.
La banda inoltre sarebbe responsabile anche di furti in abitazioni e casolari di campagna.
La polizia ha infatti recuperato numerosi attrezzi agricoli, edili, attrezzatura sportiva ed elettrodomestici, che sono stati il bottino di questi furti.
Non stupisce che per i protagonisti furti e danneggiamenti siano stati considerati soltanto un passatempo o un gioco.
Non stupisce, ormai lo fan tutti, neppure più la moda di filmare il tutto con i telefonini per essere diffusi presso gli amici e su siti internet come You-Tube.
La banda di ragazzi, ovviamente tutti italiani, si ritrova nel centro storico tifernate, in particolare nella zona di Piazza Garibaldi e Piazza san Francesco.
L’indagine prosegue poichè la polizia non esclude che della banda facciano parte altri giovani e che il gruppo sia responsabile anche di altri reati.
Non è escluso che il sindaco di Città di Castello possa avvalersi dei nuovi poteri da “sceriffo” conferitigli dal Ministro Maroni per dare un esemplare segnale a famiglie e ragazzi.
- Redazione
- 7 Agosto 2008










