Coloro i quali speravano che i climatologi fossero dei “terroristi” ambientali hanno di che dolersi anche se gli scienziati hanno sbagliato.
In effetti gli esperti di clima sostengono che il riscaldamento terrestre avrebbe avuto come effetto anche un aumento delle intensità delle piogge e con modelli matematici elaborati avevano indicato anche la misura di questo aumento.
Già questa misura destava preoccupazioni, ma ora uno studio, condotto da ricercatori statunitensi e britannici, pubblicato dalla rivista Science, grazie alle immagini satellitari, ha messo in luce una falla dei modelli matematici usati attualmente dai climatologi: ha infatti rilevato che l’aumento dell’intensità dei rovesci da loro previsto è decisamente inferiore rispetto a quanto osservato.
Per capire come le precipitazioni rispondono al surriscaldamento del clima, i ricercatori dell’Università di Miami insieme a quelli dell’Università inglese di Reading hanno usato i cambiamenti climatici indotti naturalmente da El Nino come un grande laboratorio naturale.
Basandosi sulle immagini satellitari relative agli ultimi vent’anni, hanno scoperto un forte legame tra la temperatura e le forti piogge tropicali: i rovesci più violenti, infatti, si scatenano maggiormente durante i periodi caldi, mentre diminuiscono con il freddo.
Il motivo è molto semplice: “un’atmosfera più calda – spiega uno degli autori dello studio, Brian Soden dell’Università di Miami – contiene una maggior concentrazione di umidità, che innalza l’intensità delle piogge più violente”.
Che poi non sarebbe che l’applicazione del principio per cui ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria.
E’ tempo quindi di attrezzarci far fronte a temporali improvvisi e violenti: tenendo puliti fiumi, canali e fogne per evitare allagamenti che potrebbero anche avere effetti tragici.










