La cronaca riporta sempre più episodi di violenza tra gli adolescenti e bullismo e molti si consolano pensando che siano fatti sempre accaduti ed ora solo amplificati dai media.
Questa è una idea errata, anche se i media c’entrano come causa dei fenomeni veramente in aumento.
L’ultimo rapporto della Società italiana di pediatria su “Abitudini e stili di vita degli adolescenti” conferma questa preoccupante tendenza.
Gli adolescenti, influenzati dai media, fumano, bevono, studiano poco e mangiano male per trasgredire. Chi trasgredisce, infatti, è più ammirato nel gruppo di amici e può, quindi, permettersi di ‘fare il bullo’ per diventare un leader indiscusso tra i suoi coetanei.
Dai dati di una ricerca condotta su 1.200 studenti di età compresa tra i 12 e i 14 anni emerge che il 72% degli adolescenti dichiara di avere assistito ad atti di bullismo.
Il 32% dei maschi (la percentuale è preoccupante) considera ineccepibile il comportamento del bullo. Per un buon 26% la vittima è una spia o un fifone se ‘spiffera’ tutto all’insegnante o a un genitore.
La motivazione, per più dell’80% dei ragazzi, è quella di far “bella” figura davanti agli altri. Il bullo è un personaggio positivo, dunque, più ammirato che temuto.
Esiste, inoltre, anche un ‘bullismo preventivo’: per il 60% dei ragazzi, si diventa bulli per non rischiare di fare le vittime.
L’indagine evidenzia anche il potere condizionante della televisione e della pubblicità sul comportamento degli adolescenti e la crescente indifferenza per le scene violente.
Il 64% non si impressiona minimamente al genere splatter e più del 50% fa un uso sempre più privato di Internet, che utilizza nella propria stanza.









