Il bando del Piano di sviluppo rurale destina il 70% alle strutture esistenti e il 30% a quelle ex novo; esclusi dalle aree di intervento gli ambiti urbani di Perugia e Terni ma anche di Marsciano e Todi; la domanda scade il 15 ottobre
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Sei milioni di euro per favorire gli investimenti delle imprese agricole dell’Umbria finalizzati alla ricettività turistica e all’adeguamento e qualificazione dell’offerta agrituristica. È la somma che la Giunta regionale dell’Umbria, nell’ambito del Programma di sviluppo rurale 2007/2013, ha deliberato di destinare al cofinanziamento degli interventi previsti dal bando di attuazione della “misura 3.1.1.”, riservando il 70% a interventi su strutture già esistenti e il restante 30% a interventi per la costituzione di nuovi agriturismi.

Nel bando per la concessione degli aiuti, la Giunta regionale individua come area di intervento tutto il territorio regionale, con esclusione dei centri urbani di Perugia e Terni e anche degli altri centri e ambiti urbani dell’Umbria dove interviene il bando per la realizzazione dei Programmi urbani complessi “Puc 2” (Amelia, Assisi, Bastia Umbra, Castiglione del Lago, Città di Castello, Corciano, Gualdo Tadino, Gubbio, Foligno, Magione, Marsciano, Narni, Orvieto, San Giustino, Spoleto, Todi e Umbertide).

Gli imprenditori agricoli, individualmente o associati, oppure un membro della “famiglia agricola”, possono presentare domande di aiuto per interventi “finalizzati alla implementazione e miglioramento della ricettività turistica nell’ambito dell’impresa agricola” che siano progettati “nel rispetto dell’ambiente e delle caratteristiche del paesaggio rurale”.

Nella valutazione delle domande, tra l’altro, si tiene conto dell’incremento dell’occupazione, dell’introduzione di sistemi di qualità aziendale e di tecnologie innovative, come la prenotazione “on line” e sistemi innovativi per le produzioni agricole e agroalimentari.
Punteggi aggiuntivi sono previsti anche per le imprese agricole che investono in interventi volti a favorire il risparmio energetico e idrico o per l’utilizzo, a scopi aziendali, di fonti rinnovabili di energia attraverso l’installazione certificata di impianti per la produzione da fonti quali solare, fotovoltaico, biomasse, eolico.
Sono esclusi “interventi per la costruzione ex-novo di fabbricati e di ampliamento di quelli esistenti, fatto salvo per gli interventi di ristrutturazione edilizia”.

Il limite minimo degli investimenti ammissibili è fissato in 25 mila euro, mentre il contributo per ciascun beneficiario sarà concesso fino a un massimo di 200 mila euro in un triennio finanziario.
Le domande di aiuto devono essere presentate entro il 15 ottobre 2008 e, a parità di punteggio, verrà data priorità al beneficiario più giovane.

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