L’8% dei passeggeri che viaggiano sugli autobus dell’Apm, l’Azienda perugina di mobilità, sono “portoghesi”, non nel senso della nazionalità ma per il fatto che fanno i furbi e non pagano il biglietto, producendo un danno all’azienda di trasporto pubblico che è stimato in circa 700/800 mila euro all’anno. “La metà di quanto evaso – ha spiegato il relatore della mozione presentata per contrastare il fenomeno – si recupera con controlli a campione, l’altra metà purtroppo va dispersa”.
Tutti d’accordo sulla necessità di prendere adeguati provvedimenti. Per Luca Baldelli (Prc) si tratta di “comportamenti da censurare con maggiori controlli e misure efficaci”. Per Giovanni Ruggiano (An) “era meglio quando c’era il fattorino”, ma per il Vice Presidente della Provincia Palmiro Giovagnola ritornare ai fattorini sarebbe come ‘sparare a una mosca con il cannone’. Con 800 mila euro – ha fatto notare – si possono assumere circa 25 fattorini, ma per coprire tutte le linee ce ne vorrebbero circa 400, con una spesa che si aggira intorno ai 2 milioni di euro”.
Voto favorevole anche per il capogruppo di An Bruno Biagiotti che ha ricordato come anche nel Minimetrò, per effetto dei biglietti a tempo, sia possibile fare i ‘furbetti’, cedendo il proprio biglietto ad un altro viaggiatore.
- Redazione
- 3 Settembre 2008









