Lunedì 8 settembre si svolgeranno a Todi presso il Tempio di Santa Maria della Consolazione i tradizionali festeggiamenti che ogni anno richiamano migliaia di fedeli devoti al culto della Beata Vergine Maria. La ricorrenza quest’anno assume però un significato particolare, per la ricorrenza del quinto centenario della fondazione del Tempio così caro ai tuderti.
L’Ente Tuderte di Assistenza e Beneficenza, proprietario del Tempio, ha voluto dare rilevanza a questa ricorrenza, con iniziative che sono partite dagli inizi del 2008 e che ora proseguono l’8 settembre con le manifestazioni religiose alla presenza di Sua Eminenza il Cardinale Ennio Antonelli, per chiudere poi con alcuni eventi tra cui una mostra fotografica che riprodurrà i “gioielli” del Tempio.
In particolare sarà fatta “scoprire” ai tuderti e ai turisti la lampada del Lorenzini che per motivi di sicurezza, considerato il grande valore e pregio dell’opera, è esposta presso il museo pinacoteca del Comune di Todi.
La lampada d’argento lavorato a sbalzo con parti in bronzo dorato a fuoco, realizzata nel 1759 da Nicola Lorenzini, è una splendida testimonianza di arte barocca, voluta dai Rettori della Fabbrica del Tempio.
I bassorilievi del lampadario raffigurano l’Immacolata Concezione, la Natività e l’Assunzione e tre statue simboleggiano le virtù teologiche.
Le iniziative religiose inizieranno domenica 7 settembre, alle ore 21, con una solenne processione “aux flambeaux” che condurrà i fedeli delle parrocchie di Todi verso il Tempio.
I festeggiamenti religiosi avranno il loro momento centrale l’8 settembre con la Messa Pontificale celebrata dal Cardinale Ennio Antonelli e concelebrata dal Vescovo di Orvieto-Todi Giovanni Scanavino. I festeggiamenti proseguiranno con il tradizionale spettacolo pirotecnico.
I festeggiamenti dell’8 settembre saranno preceduti sabato 6, alle ore 21, da un concerto per organo del Maestro Brizi organizzato dal Rotary Club di Todi.
Il Tempio della Consolazione, costruito fra il 1508 e il 1607, è uno degli esempi di chiesa a pianta centrale più riusciti di tutto il periodo rinascimentale.
L’ampio spazio su cui sorge il Tempio era considerato una sorta di zona franca per la sosta delle merci e del bestiame dinnanzi agli uffici della Gabella: il tutto davanti ad un’edicola della Madonna.
E proprio dalla presenza della suddetta edicola nasce il Tempio: un operaio privo della vista da un occhio, forse un certo Iole di Cecco, eseguendo l’ordine del Comune di liberare dai rovi la zona sembra che, avesse ripulito dalla polvere il volto della Madonna con il proprio fazzoletto; in seguito, asciugandosi il volto e gli occhi con questo fazzoletto, avrebbe riacquistato miracolosamente la vista.
La paternità del progetto architettonico non è sicura; in ogni caso, il Tempio come oggi lo vediamo è il frutto di un lungo processo costruttivo e, dunque non soltanto del determinante intervento progettuale del Bramante.
Vanno ricordati tra gli altri Cola Da Caprarola, architetto-imprenditore, Antonio Da Sangallo Il Giovane, Ambrogio Da Milano Architetto – capomastro dello scalpello e Giandomenico da Pavia.
La storia del monumento è continuata anche dopo la sua ultimazione, stante la necessità di opere conservative, con interventi di importanti architetti e artisti dell’epoca.
Nel marzo scorso è stato presentato un progetto di restauro alla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il finanziamento di lavori che prevedono lo smontaggio ed il rimontaggio con integrazioni delle parti danneggiate del pavimento in cotto, il rifacimento della tinteggiatura e pulizia degli elementi interni in travertino, il rifacimento della illuminazione interna ed esterna, il rifacimento del manto di copertura in piombo della cupola e delle absidi, la sistemazione del percorso pedonale di accesso e di visita al terrazzo del Tempio.









