Senza il turismo e la ricchezza aggiunta che viene portata a Todi e sobborghi da centinaia di nuovi residenti, senza i loro acquisti e ristrutturazioni di case, casali, castelli e quant’altro, senza il loro apporto intellettuale, culturale, organizzativo e sociale, per non dire civile, Todi e dintorni non sarebbe che un territorio in caduta economica libera, con centinaia di disoccupati, una povertà latente, un disservizio totale.
La Todi che visitai nei primi anni ‘70, sempre bellissima ma con strade e stradine tutte da rifare, con casali distrutti, con gente spaurita dalla civiltà, impoverita da centinaia d’anni di sottomissione a padroni duri, indifferenti alla fame dei loro “sudditi”.
Diciamocelo pure, cari concittadini. Da una recente analisi tra i nuovi residenti, la caccia e l’indifferenza per un comportamento civile è il più grande problema che Todi deve fronteggiare. Stiamo parlando di poche persone che non possono essere controllate per la grandezza del territorio e le poche forze dell’ordine a disposizione, e dove pochi teppisti danneggiano l’immagine dei tanti, onesti cacciatori che rispettano sia regole che natura.
La ricchezza crescente, la conoscenza, l’istruzione, la cultura, non sono riusciti a cambiare il modo di fare straffotente di questi vecchi barbari che, con il fucile in mano si credono in dovere di mostrare la loro forza. Pensano, e lo dichiarano, che la nascita in questi luoghi dia loro il sacrosanto diritto a calpestare tutto e tutti, a rovinare boschi, a gettare, insudiciare terreni, a distruggere una fauna ed una flora la cui salvaguardia dovrebbe, dopotutto, poter beneficiare anche i loro figli.
Per questi vecchi barbari il mondo non è cambiato, tuttaltro, se ancora c’è, bisogna continuare a distruggerlo, sparare alle formiche se necessario, pur di togliere la vita ad un essere animale o un insetto.
Si sa, i ricchi stranieri – sì, quelli che hanno portato e continuano a portare ricchezza aggiunta a questa cittadina – sono rispettosi dei luoghi e della natura che li circonda. Sembra quasi un conflitto tra civiltà e barbarismo. I nuovi residenti protestano, ma si trovano fronteggiare a resistenze arcaiche, passate, che non fanno loro senso ma alle quali pochi di coloro che tra le istituzioni contano, resistono. Certo, lo straniero può anche portare centinaia di posti di lavoro ma straniero pur sempre rimane.
E così i vecchi barbari padroneggiano, si muovono sul territorio che considerano “il loro”, sorpassano barriere, passano per strade private, se ne fregano dei famosi “circuiti del paesaggio” e li spazzano via progressivamente con le loro jeep ed i loro motorini, gettano immondizia nei boschi e nei campi, si introducono in piazzali, tagliano reti di protezione e sparano alle allodole che si rifugiano vicino a casali, e poco importa se pallini cadono nei cortili, se non dentro le case stesse.
D’accordo, ripeto, questi vecchi barbari, sono pochi, la grande maggioranza è rispettosa delle regole e dei luoghi, è cosciente dell’impatto ambientale, della distruzione progressiva della fauna e della flora e cerca di fronteggiare un problema imminente.
Il fatto è che non reagiscono, non emarginano queste faide, questi gruppi di facinorosi, questi teppisti del fucile da caccia che, come nel calcio, segnano negativamente una nazione. Sembrano loro stessi sottomessi alla spavalderia che la forza del fucile dà a questa gente.
Vorrei tanto che fosse identificato il cane ed il padrone che ha lasciato quel cane o cani entrare nel mio recinto giovedì 28 agosto ed uccidere due degli animali più belli che questo territorio abbia mai visto. Si, due alpaca, una madre ed un piccolo appena nato, due animali socievoli quanto i cani e gatti e che purtroppo, come i cani ed i gatti, credono nell’uomo, animali che si innamorano dei bimbi quando li vedono, che si sposano con la natura, che sputano per difesa solo se impauriti, e che male comunque non hanno mai fatto a nessuno. Vorrei tanto che fosse identificato il cane ed il suo barbaro padrone. Vorrei tanto.
Sarà difficile. I vecchi barbari, sfruttano a loro guisa e piacimento i privilegi dati loro dalla civiltà moderna, hanno la quasi certezza di cavarsela. E poi, si sa, fatto il danno, se possono se ne vanno di nascosto, guatti, guatti, come sono nati e come sono vissuti fino ad oggi e moriranno domani.









