Si avvicina la ripresa delle lezioni scolastiche e le novità sembrano tante. Ma c’è chi prova a ripetere vecchi consigli per gli studenti, magari chiarendoli in termini scientifici.
Chi dorme piglia più pesci, soprattutto a scuola: lo sostiene l’ultimo studio giapponese in materia di sonno, secondo cui i bambini che hanno la buona abitudine di andare a letto presto conseguono migliori risultati a scuola rispetto ai coetanei che fanno nottata davanti a tv e videogame.
Stando alla ricerca condotta nel 2007 da Yasuko Kamikawa, professoressa dell’Università di Toyama, i bambini che vanno a letto prima delle 22 non solo godono di un sonno più rilassato, ma la mattina seguente si svegliano completamente ricaricati, sia nel fisico sia nella mente, pronti per affrontare al meglio una nuova giornata di impegni.
Il 41% di coloro che andavano a letto prima delle 21 aveva una media di voti di 95/100, un dato che via via è risultato peggiorare progressivamente con il diminuire del sonno.
Il gap di risultati scolastici dei ‘nottambuli’ è emerso soprattutto nelle discipline matematiche, mentre non sono state notate grosse differenze in quelle umanistiche, come la lingua, dove la concentrazione mentale si rende meno necessaria.
Da notare, inoltre, che i bambini con l’abitudine di guardare la tv o giocare ai videogame per più di tre ore al giorno, principalmente la sera, hanno manifestato la tendenza a dimenticare, fare sonnellini durante le lezioni, e, ovviamente, prendere brutti voti.
Vista la disaffezione per le materie scientifiche in Italia, c’è da credere che nella penisola si dorma troppo poco.










