Mentre tutti predicano l’abbandono o la limitazione degli spostamenti in auto per motivi d’ordine economico ed ecologico, presto tutti gli umbri, i marchigiani ed i toscani che vorranno raggiungere Roma non avranno altra alternativa che usare il mezzo proprio, con l’inevitabile risultato di intasare le già intasate strade della capitale e dintorni, ma anche le strade che si dirigono a Roma.
Quattro regioni quindi: Toscana, Marche, Umbria e Lazio potrebbero pagare pesantemente la prossima attivazione del servizio Alta Velocità da parte del Gruppo Ferrovie dello Stato nel tratto Firenze-Roma.
Infatti, per la precisione, lungo la tratta Orte-Roma, a tutti i treni non appartenenti alla categoria Alta Velocità verrebbe precluso l’accesso al tratto suddetto.
Ciò significherebbe che i treni Regionali ed Interregionali con partenza ed arrivo a Roma verrebbero dirottati sulla vecchia linea (cosiddetta”LENTA”), con conseguente aumento dei tempi di percorrenza di almeno il doppio (dai 45 minuti attuali agli oltre 80 minuti ed oltre per compiere i circa 70 Km del tratto in questione).
Questa ulteriore penalizzazione del traffico ferroviario di collegamento delle regioni Marche ed Umbria con la capitale, porterà conseguenze negative nei confronti di tutti i pendolari che quotidianamente si spostano per lavoro a Roma, che dovrebbero partire dalla loro abitazione con un anticipo ben più lungo di quello, pur grande, della maggiorazione dei tempi di percorrenza ferroviaria a causa degli orari dei treni che potranno consentire l’accesso ai posti di lavoro in orario congruo.
Si innescherà probabilmente una graduale ed inesorabile diminuzione dell’utenza, con il rischio di arrivare a tagli del servizio stesso con la successiva conseguenza di vedere minacciata anche l’occupazione di chi opera su questi treni, sia di chi ne fa la manutenzione (vedi le ex OGR di Foligno), che del personale di bordo e di macchina dei depositi di Foligno e Temi.
Dopo vari allarmi su questo problema da più parti, che appare affrontato dalle FS solo in una ottica di ricavi immediati senza considerare che le linee ad alta velocità sono di tutti, perché già pagate da tutti, ad interrogare nuovamente la Giunta regionale è il presidente del Gruppo consiliare Uniti nell’Ulivo-SDI Ada Girolamini.









