Al convegno annuale delle Acli in corso a Perugia sono stati anticipati i dati di una recentissima ricerca dell'Iref: dilaga la sfiducia e l'indifferenza e cadono anche le convinzioni ideologiche

Se servivano delle ulteriori conferme sul deterioramento del rapporto tra politica e cittadini ora ci sono. Un italiano su quattro pensa che è «tutto inutile», nel senso che la «casta dei politici» non risolverà mai i problemi del Paese.
È uno dei tanti dati emersi dalla ricerca delle Acli sui sentimenti degli italiani nei confronti della politica, le cui risultanze sono state anticipate oggi nel convegno in svolgimento a Perugia fino a sabato 13 settembre.
L’indagine esplorativa è stata realizzata nel mese di luglio dall’Iref, l’Istituto di ricerca delle Acli, su un campione di 1.500 individui rappresentativi della popolazione italiana per sesso, età e ripartizione geografica.

Il quadro fornito dalla studio viene definito all’insegna della rabbia e dello sconforto, ma non senza speranza. Al primo posto negli umori dei sondati c’è la rabbia nei confronti della «casta» (32%); prevalgono i sentimenti negativi, lo sconforto (29%) e persino il disgusto (25%). È comunque alta la percentuale di chi nutre ancora speranza nei confronti della politica (30%), non accompagnata da altrettanta fiducia (15%). Pochi gli «appassionati» (5%) e pochi anche i nostalgici (6%). Più diffuse indifferenza (14%) e noia (12%).

Le convinzioni ideologiche non contano ormai nulla per più di un italiano su due. Ad avviso del 56% del campione contano solamente i risultati ottenuti dai governi. Dalla ricerca solo il 17% degli intervistati non voterebbe mai un politico perchè «di destra», il 15% direbbe no se fosse «di sinistra». Sei su 10 voterebbero invece indistintamente se il politico fosse «capace di risolvere i problemi» e «onesto».
Gli stessi contenitori politici tengono sempre meno: il 32% degli intervistati non si sente rappresentato da nessuna tra le definizioni politiche attuali.

Secondo il sondaggio delle Acli le parole tradizionali della politica, lavoro, libertà, pace, per la maggior parte degli italiani non sono «nè di destra nè di sinistra». La parola più marcata ideologicamente è «federalismo», che è «di destra» per il 55% degli italiani.
A destra anche la sicurezza (40%) e l’identità (32%) – con uno scarto ampio rispetto alla sinistra (+29 e +14) – la famiglia (31%) e la legalità (29%). Dall’altra parte, uguaglianza (38%), solidarietà (33%) e partecipazione (31%) rimangono le parole che caratterizzano di più la sinistra.
La semplificazione del quadro politico seguita alle ultime elezioni è stata “salutare” per il 40% degli intervistati, mentre per il 30% si è trattato di un impoverimento del pluralismo politico.

I dati complessivi della ricerca, che verranno presentati venerdì 12 settembre, sempre a Perugia, descriveranno l’autocollocazione sociale e politica degli italiani, la percezione circa la propria situazione economica, le preoccupazioni sulla sicurezza, le opinioni sulla criminalità comune, le inquietudini riguardo il lavoro.
A partire da questi risultati verrà delineato il profilo delle quattro aree socio-politiche che affiorano dal caleidoscopio della società italiana.

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