In tema di prevenzione e sicurezza l'assessore alla sanità Rosi ha diffuso dati confortanti ma gli incidenti nei settori dell'edilizia, metalmeccanico e del legno restano un'emergenza

Nella conferenza stampa tenuta dall’assessore alla sanità della Regione Umbria, Maurizio Rosi, in tema di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro è stato messo in evidenza che in Umbria si sono fatti più controlli e che gli infortuni sul lavoro sarebbero in calo (del 3% nel 2007).
Contro una media nazionale del 5% di interventi di vigilanza, il totale di aziende umbre con dipendenti ispezionate è stato pari al 9%. Controllate oltre 3.700 aziende (di cui 2.700 nel settore costruzioni) e circa 1.600 cantieri (il 24% di quelli aperti).
Nonostante l’azione di vigilanza intensificata, “nella nostra regione gli infortuni sul lavoro rappresentano una criticità – ha ammesso l’assessore – soprattutto quelli con conseguenze invalidanti, che si verificano più di frequente nei settori metalmeccanici, dell’edilizia e del legno, caratterizzati dal prevalere di piccole e piccolissime imprese, da un peso sempre maggiore di lavoratori stranieri, da una flessibilità dei rapporti di lavoro con frequenti cambi di mansione, da un diffuso utilizzo di lavoratori irregolari”.

Grande spazio, hanno poi precisato i funzionari regionali, nei prossimi mesi, sarà dedicato alla sorveglianza epidemiologica delle malattie
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In questa ottica, è stato spiegato, vanno viste la partecipazione della Regione al progetto nazionale di sorveglianza delle malattie professionali promosso dal Ministero della Sanità e il progetto regionale cancerogeni, realizzato in collaborazione con l’Inail, che in questi anni ha portato alla valutazione dell’esposizione a sostanze cancerogene dei lavoratori di circa 120 aziende umbre.
Dal 2007, è stato infine ricordato, i Servizi di Prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro delle Asl umbre hanno avviato due nuovi filoni d’intervento: la sorveglianza sanitaria dei lavoratori in passato esposti ad amianto e la valutazione dell’esposizione degli operatori sanitari addetti alla preparazione e somministrazione di chemioterapici antiblastici.
Tra i dati più significativi illustrati non c’erano invece quelli sulla pericolosità di alcuni fertilizzanti usati nella coltivazione del tabacco.

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