Il consigliere di opposizione riconosce di aver sottovalutato in questi anni la portata del problema per gli abitanti della zona di Olmeto-Sant'Elena: "venti anni di biodigestore possono bastare"

L’avevamo scritto alcuni giorni fa che la questione del depuratore di Olmeto-Sant’Elena avrebbe costituito il “dominus” della campagna elettorale per l’elezione del nuovo sindaco di Marsciano.
Una nuova conferma in tal senso arriva da una presa di posizione di Cristiano Costantini, capogrupo del Pdl-Forza Italia in Consiglio comunale.
“Durante gli incontri avuti con gli abitanti delle frazioni marscianesi che si imbattono con le problematiche del biodigestore – scrive Costantini – nei loro sguardi si leggeva tanta rabbia e nessuna rassegnazione; personalmente devo ammettere, e parlo a titolo personale, di aver sottovalutato il problema, che di giorno in giorno assumeva forme di una tale gravità che richiedevano, e richiedono, decisioni drastiche e non più procrastinabili”.

Dopo aver fatto ammenda per non aver percepito in questi anni la portata del malessere dei cittadini nella sua interezza, Costantini spiega che il “vedere laghetti adibiti a non si sa più di che cosa e trovare risposte reticenti e incomplete” lo spinge ad “abbracciare, al di là delle singole convinzioni politiche di ognuno, le richieste inderogabili portate avanti dal Movimento per la qualità della vita”.
Lapidario il giudizio finale sul depuratore. “In alcuni sopralluoghi fatti insieme al collega consigliere Liotti David – scrive Costantini – la realtà dei fatti ha superato l’immaginazione: 20 anni di biodigestore possono bastare”.

L’uscita di Costantini, particolarmente attivo e presente sulla scena in questi ultimi tempi (segno che la battaglia elettorale sta entrando nel vivo) non si ferma ad un giudizio sull’impianto ma si estende anche alla sua gestione.
“Non voglio gettare la croce addosso alla SIA, azienda che da lavoro a circa 80 dipendenti – sostiene il consigliere comunale dell’opposizione – ma a distanza si può affermare che l’ubicazione della municipalizzata, tra Olmeto e Spina, è stata veramente una scelta fallimentare e strategicamente infelice“.
Per Costantini “queste aziende di servizi pubblici, vere e proprie roccaforti di voti, etichettate da varie associazioni di impresa come nuove forme di neo statalismo comunale, in tutte le loro tipologie giuridiche (quotate in borsa o non, pubbliche o miste) non rispondono alle regole del mercato, ma a quello politico delle amministrazioni locali”.
Il capogruppo del Pdl-Forza Italia arriva a parlare di certe soluzioni gestionali come “di tante piccole Alitalia”.

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