L’Istat ha reso disponibili le stime a livello regionale, riferite al 2007, di molti aggregati economici: occupati interni, unità di lavoro, valore aggiunto, prodotto interno lordo, redditi da lavoro dipendente e spesa per consumi finali delle famiglie.
I dati che emergono sono positivi per l’Umbria e questo lascia in bocca un po’ d’amaro perchè i livelli toccati alla fine del 2007, già prima che scoppiasse l’attuale crisi, avevano mostrato forti segni di cedimento, soprattutto sul versante del lavoro, in cui l’occupazione tra aprile e giugno 2008 è diminuita di ben 13 mila unità.
La crescita del Pil era stata comune alle regioni centrali (+1,7%) e determinata dai risultati positivi nei tre settori economici: il valore aggiunto risultava in aumento nell’agricoltura dello 0,5%, nell’industria dell’1,5% e nei servizi del 2,0%. La spesa delle famiglie registrava un tasso di crescita superiore a quello del Pil (+2%). In Umbria l’agricoltura registrava +1,0%, l’industria +2,1%, e i servizi +2,7%.
Il Pil ai prezzi di mercato per abitante, pari a 28.574 euro, mostrava variazioni positive in cui spiccavano gli ottimi risultati di Umbria (+3,7%), Marche (+3,2%) e Toscana (+2,6%) e quello più contenuto del Lazio (+1,8%).
L’input di lavoro assorbito dal sistema produttivo dell’Italia centrale era in aumento del 2,1% rispetto all’anno precedente, ma l’andamento a livello regionale risultava piuttosto differenziato: Toscana +0,5%, Marche +1,2%, Umbria +2,7%, Lazio +3,4%.
La produttività registrava, e questo era forse un segno premonitore, invece un leggero calo (-0,2%) a livello di Italia centrale, non in linea con la media nazionale (+0,6%) ma assumeva segno positivo in Toscana e nelle Marche (entrambe +0,8%) .
La remunerazione del fattore lavoro era cresciuta, infine, dell’1,6%, attestandosi sul valore di 36.178 euro. Ma qui l’Umbria, che pur faceva registrare un aumento del 2,3%, coi suoi 32.963 euro di retribuzione media dei lavoratori dipendenti restava in coda, dietro il Lazio 38.328 euro, la Toscana 34.851, l’Abruzzo 33.848 e le Marche 33.164.
L’andamento dei consumi privati era positivo in tutte le regioni dell’Italia centrale e superiore alla media nazionale (+1,3%).









