L'imputato, accusato di aver ucciso la moglie incinta all'ottavo mese, è presente in aula; prevista anche la deposizione degli assistenti sociali a cui furono affidati i due figli della coppia

E’ ricominciato stamattina, davanti alla Corte d’Assise di Perugia, il processo a Roberto Spaccino, accusato di aver ucciso a Compignano di Marsciano la moglie Barbara Cicioni.
L’udienza si è aperta con la testimonianza di un avvocato, Angelo Frioni, al quale la donna si era rivolta per valutare la separazione dal marito.
La consulenza legale, mirata a conoscere anche le conseguenze patrimoniali, sarebbe stata richiesta dalla Cicioni circa un anno e mezzo prima della sua morte e quindi prima di rimanere incinta del terzo figlio, la bimba mai nata perchè morta insieme a lei (quando è stata assassinata era incinta all’ottavo mese).
Il  legale è stato chiamato a deporre dal pubblico ministero Antonella Duchini, la quale ritiene evidentemente di poter dimostrare con questa circostanza che i rapporti della coppia erano tutt’altro che idilliaci.
L’accusa ha chiamato a testimoniare anche gli assistenti sociali che, su incarico del Tribunale dei minori dell’Umbria, hanno preso in carico i due bambini, Niccolò e Filippo, dopo l’arresto del padre, e i coniugi della casa famiglia dove gli stessi sono stati inizialmente ospitati in un primo momento.
Prevista pure la testimonianza degli attuali affidatari (lo zio Pierfrancesco Pangallo e la moglie), presso la cui casa di Roma i due bambini ora vivono, nonchè quella della domestica cingalese che lavorava presso la villetta rosa di Spaccino.
Le prossime udienze sono state fissate per il 16 e il 18 ottobre e per il 13 e 14 novembre. Tra i testimoni dell’accusa ancora da sentire il medico legale e i militari del Ris.
In aula è presente sia l’imputato, Roberto Spaccino, che i genitori della donna uccisa.

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