La situazione ambientale fotografata dalla quindicesima edizione di “Ecosistema Urbano” ha acceso la polemica tra Legambiente Umbria ed il vice sindaco di Perugia.
L’associazione aveva messo in evidenza che, con Perugia che scende dal quinto posto del 2007 al 14/o di quest’anno e Terni al 31/o posto della classifica la situazione dell’Umbria è “per nulla soddisfacente”.
L’indagine, secondo Legambiente, “restituisce un’immagine delle due città umbre non soddisfacente, dove emergono forti criticità soprattutto per quanto riguarda il dato sui rifiuti, la mobilità e il traffico e la qualità dell’aria. Immagine che può riflettere la condizione di tutta la regione”.
“E’ un dato soddisfacente, contrariamente a quanto affermano i responsabili locali di Legambiente, soprattutto perchè conferma, in modo abbastanza stabile, la città ai livelli alti della graduatoria”: è quanto afferma il vicesindaco ed assessore all’ambiente di Perugia.
Il vice sindaco ha così continuato, guardando al lato positivo e glissando su quelli sfavorevoli: “Le ultime quattro classifiche – spiega – hanno piazzato Perugia al ventunesimo, quattordicesimo, quinto e, quest’anno, al quattordicesimo posto, con un coefficiente molto al di sopra della media nazionale.
Considerando una certa, inevitabile e fisiologica variabilità dei dati (in questo caso, riferiti al 2007) ,resta il fatto che la nostra città continua a far parte, senza oscillazioni troppo vistose, dei capoluoghi (soprattutto del Nord e in misura minore del Centro Italia) che presentano una situazione ambientale ovviamente migliorabile e da migliorare ma certamente positiva.
C’è anche da aggiungere – continua Arcudi – che sui dati che hanno permesso di realizzare l’indagine non figurano, naturalmente, alcuni elementi nuovi molto recenti: l’entrata in funzione del minimetrò, le nuove normative di accesso alla zona a traffico limitato, l’estensione della raccolta dei rifiuti porta a porta da 5 mila a 25 mila abitanti, il progetto di mille tetti fotovoltaici”.
Solo sul traffico automobilistico privato Comune e Legambiente si trovano d’accordo, con quest’ultima che tira in causa la Regione perché il dato “sicuramente non potrà trovare miglioramento visto che la Regione continua ad investire prioritariamente nell’infrastrutturazione stradale, piuttosto che in una mobilità regionale più sostenibile, basata soprattutto sul trasporto pubblico e ferroviario”.
La criticità ambientale della mobilità e del traffico – continua il comunicato – è strettamente collegata alla insufficiente qualità dell’aria che rileva su Perugia e Terni, con emissioni tali da rendere critica la salute delle persone e dell’ambiente”.
Pesante anche il giudizio politico dell’associazione ambientalista: “l’Umbria appare immobile se raffrontata con il dinamismo impresso dalle buone pratiche sia nelle amministrazioni, che tra la cittadinanza di molte realtà del Nord Italia e del Nord Europa.”











