L'arresto è avvenuto in un appartamento alla immediata periferia della città, in cui il latitante era arrivato da poco con moglie e figli

L’arresto nel territorio ternano del camorrista Emilio Di Caterino, 34 anni, il latitante ritenuto legato al clan di Giuseppe Setola, il boss ricercato per la strage degli immigrati a Castel Volturno, ripropone il dubbio che l’Umbria venga ritenuto un rifugio per le grandi organizzazioni criminali.
Di qualche tempo fa la notizia che la cosca mafiosa palermitana di San Lorenzo-Resuttana aveva scelto l’Umbria per investire i proventi della sua attività criminale.
Ora quella che Di Caterino era a Terni, probabilmente solo da pochi giorni, in una normale abitazione nella immediata periferia della città, a Borgo Rivo, in compagnia di altre persone, tra cui la moglie e i tre figli.
Il latitante, che era privo di documenti, è stato catturato nel corso di un’irruzione alla quale hanno partecipato una quindicina di militari. Durante la perquisizione del locale non sono state rinvenute armi.
Secondo un pentito, dal 2008 Di Caterino sarebbe tornato ad essere un semplice affiliato, con uno ‘stipendio’ di meno di duemila euro al mese, della fazione stragista del clan dei Casalesi e ha lasciato nuovamente la guida a Giuseppe Setola.

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