Non prima del 27 ottobre la sentenza per Rudy Guede e la decisione se rinviare a giudizio Amanda Knox e Raffaele Sollecito

Sarà la nuova aula ricavata nella ex palazzina dell’Enel che ospiterà le ultime battute del processo per rito abbreviato a Rudy Guede e dell’udienza preliminare per Amanda Knox e Raffele Sollecito per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher quasi un anno fa in via della pergola, a Perugia.
Dopo l’escussione dei testi avvenuta nei giorni scorsi, inizierà domani alle 10 la requisitoria del pubblico ministero, ma le conclusioni e le richieste dell’accusa si conosceranno probabilmente lunedì.
Subito dopo sarà il turno delle parti civili: la famiglia della studentessa e Patrik Lumumba che ha accusato la Knox di calunnia. Per finire parleranno i difensori dei tre accusati.
La decisione del Gup è prevista tra il 27 e 28 ottobre: ci sarà una sentenza nei confronti di Guede ed un decreto per Sollecito ed Amanda per stabilire se i due dovranno subire un processo o no.

La requisitoria del PM ripercorrerà tutte le fasi dell’inchiesta e sarà fondamentale sentire tutto ciò che può contribuire a stabilire l’ora dell’omicidio.
La difesa infatti tende ad anticipare questo evento, ritenendo che la telefonata partita dal cellulare di Meredith non sia stato un atto volontario della studentessa (non è stato digitato il prefisso telefonico per l’Inghilterra) bensì un “errore” di chi quel telefonino teneva in mano, per buttarlo nel giardino di una casa vicina ed il cui primo numero nella rubrica era proprio quello “partito”.
Si restringerebbe così il tempo che i due fidanzatini dovrebbero giustificare a partire dalle 21 e 17, ora in cui la polizia postale ha stabilito che i due smisero di vedere un film.

Sarà interessante vedere quanto il Pm accrediterà la testimonianza di quel barbone, già testimone creduto di un altro omicidio, che sostiene di aver visto, in piazza Grimana, di fronte all’Università per stranieri tra le 23 e le 23,30, due ragazzi, un maschio ed una femmina, che già aveva visto al bar della piazza e che avrebbe identificato come Raffaele ed Amanda.
Di tanto in tanto, secondo il testimone, il giovane si affacciava su una ringhiera di ferro e osservava di sotto, verso Via della Pergola ed anche la ragazza si avvicinava alla ringhiera, poi i due ritornavano seduti sul muricciolo del campetto di basket antistante l’Università.

Un’altra testimonianza emersa negli ultimi giorni ci sarebbe stata da parte di un meccanico perugino che ha parlato di un’auto scura parcheggiata, intorno alle 23, davanti all’abitazione di via della Pergola. Si trovava sul posto, il testimone, perchè doveva soccorrere – arriverà anche un carro attrezzi – un automobilista rimasto fermo proprio sulla discesa che porta all’abitazione degli orrori.
Il testimone però non ha memorizzato né modello dell’auto né targa. Comunque, Raffaele Sollecito è proprietario di un’auto con cromatura nera, ma anche il presunto testimone albanese ha un auto blu-scura.

Ma il punto cruciale sarà sicuramente quando l’accusa tenterà di dare una motivazione all’accaduto.
In questo campo le ipotesi sono tante e l’ultima è stata adombrata durante l’escussione dei testi, quando un ragazzo che abita sopra a Guede ha dichiarato di aver saputo da amici che Rudy si era innamorato di Amanda Knox e che la sera dell’omicidio di Meredith era andato in via della Pergola sperando di incontrare la studentessa americana, ma incontrò invece casualmente Meredith.
Quel che avvenne dopo è in parte ammesso da Guede: le effusioni con MeredithPoi è tutto da provare: che sia stata la giovane Amanda a rientrare all’improvviso e che con lei ci fosse Sollecito.

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