La decisione tra una decina di giorni: il giudice deve sceglire tra la tesi del PM ed i dubbi dei familiari

La morte nel carcere perugino di Capanne di Aldo Bianzino, avvenuta in cella il 14 ottobre dell’anno scorso, un giorno e mezzo dopo l’arresto per il possesso di alcune piante di canapa indiana, è ancora oggetto delle decisioni della magistratura.
Il gip di Perugia si è riservato di decidere se disporre nuovi accertamenti sulla morte, come chiedono i suoi familiari, o accogliere l’istanza di archiviazione del fascicolo per omicidio a carico di ignoti avanzata dal pm, secondo il quale il decesso venne provocato da un malore.
La decisione sarà resa nota tra sette-dieci giorni. In particolare i congiunti del falegname hanno sollecitato una nuova autopsia per chiarire le cause di una lesione riscontrata al fegato, l’esame delle immagini del circuito televisivo interno e di sentire gli agenti della penitenziaria.
Per il PM non ci sono elementi di dubbio sulla morte di Bianzino, avvenuta, secondo il magistrato, a causa di un aneurisma cerebrale.

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