Oltre un migliaio di persone ha partecipato ai funerali del primo cittadino morto in un incidente stradale: nell'omelia è stato ricordato come una "persona giusta, operosa, onesta e vicina alla sua gente"
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Oltre un migliaio di persone hanno preso parte domenica pomeriggio alle esequie del sindaco di Massa Martana Giampiero Gubbiotti.
Stracolma la chiesa parrocchiale di San Felice, con altre diverse centinaia di persone che hanno partecipato alla messa, iniziata alle 15 in punto, affollando l’antistante piazza Umberto I e seguendo la celebrazione attraverso gli altoparlanti e sullo schermo video posizionato per l’occasione sulla facciata della chiesa.

Nelle prime file, oltre ai familiari, una trentina di sindaci, una ventina con la fascia tricolore indosso, l’europarlamentare Catiuscia Marini, l’assessore regionale Vincenzo Riommi, l’ex segretario di Rifondazione comunista Franco Giordano (che, come Bertinotti, ha casa nel massetano), la presidente della Comunità Montana Vincenza Campagnani, la segretaria regionale del Pd, la massetana Maria Pia Bruscolotti, e molti altri amministratori locali.
Assente la presidente della Regione Maria Rita Lorenzetti, impegnata fuori Umbria, ma che sabato aveva fatto visita alla famiglia Gubbiotti. 

Il Vescovo di Todi-Orvieto Monsignor Giovanni Scanavino ha aperto la messa parlando del sindaco Gubbiotti come di una “persona giusta, operosa, onesta e vicina alla sua gente, un amministratore animato da spirito di servizio e alla ricerca del bene comune”.
Un apprezzamento, quello per il primo cittadino prematuramente comparso, testimoniato anche dai sessanta manifesti funebri affissi da parte di partiti politici, associazioni, istituzioni, associazioni sportive e aziende private.

“Dio chiama anche così”, ha detto il Vescovo, spiegando in tal modo la tragedia che ha portato alla morte del primo cittadino ed invitando i massetani a vivere la celebrazione con mestizia ma anche come una giornata di festa e di ringraziamento verso l’operato del “sindaco di tutti, il sindaco della ricostruzione”.

La folla all’esterno della chiesa, tra la quale si notavano le divise di numerosi carabinieri, ma anche quelle dei volontari del Gruppo di Protezione Civile e della Croce Rossa nonchè di molti ragazzi con indosso le tute di società sportive massetane, ha ascoltato le parole in un silenzio quasi surreale, tanto che nei brevi momenti di pausa dell’omelia l’unico rumore udibile è stato quello lieve delle acque della fontana posta all’ingresso del paese, davanti al teatro Ciuffelli.
Proprio lì vicino un tavolo con una cassetta per raccogliere offerte per i bambini della Casa della Caritas in Kosovo, dove Gubbiotti era stato in visita e dove aveva, anche lì, dato prova tangibile della sua generosità con uno dei suoi tipici slanci di solidarietà.

“Fin dal momento in cui ho avuto notizia della sua morte – ha proseguito Monsignor Scanavino – ho davanti l’immagine di un Giampiero sempre sorridente, ed il sorriso è la chiave di lettura della sua esperienza, poichè solo chi è in pace con se stesso e con Dio sorride in quel modo”.
Tra gli interventi delle autorità c’è stato il discorso commosso del vicesindaco Fumanti, che dovrà ora guidare l’Amministrazione comunale fino alla prossima primavera e che ha anche letto il messaggio inviato da Edoardo Antonelli, l’ex funzionario comunale che viaggiava con Gubbiotti e che, essendo rimasto ferito nell’incidente, non ha potuto prendere parte alla cerimonia.

Al momento dell’Eucarestia sono stati ben cinque i sacerdoti impegnati. Poi, alla fine, l’uscita del feretro dalla chiesa tra la commozione generale, con il corteo funebre che si è mosso alla volta del cimitero frazionale di Colpetrazzo dove è avvenuta la tumulazione.
 

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