L'organizzazione degli istituti superiori è stata lasciata invariata, sapendo che se il decreto Gelmini diventerà legge senza modifiche bisognerà mettere mano al dimensionamento delle scuole

E’ stato approvato dal Consiglio Provinciale il “Piano Provinciale di organizzazione della rete scolastica 2009/2010”. Insieme a questo documento sono stati approvati due ordini del giorno presentati dalla maggioranza inerenti alle forti perplessità sulla “Riforma Gelmini”.
Il primo Odg presentato recepisce il documento elaborato nell’Assemblea dell’UPI tenutasi il 16 ottobre, sostiene la posizione assunta dalla conferenza Stato-Regioni contraria a quanto previsto nel decreto legge 154 e chiede alla Regione di ricorrere di fronte ai competenti organi per l’annullamento del citato decreto. Nel secondo Odg si chiede l’impegno della Giunta Provinciale a fare incontri con i soggetti interessati e riportare al Governo e Parlamento Italiano lo stato di disagio e eventuali indirizzi per il ridisegno della rete scolastica umbra.

“Il Piano Provinciale di organizzazione della rete scolastica 2009/2010 – ha spiegato Massimo Buconi Assessore all’Edilizia Scolastica – va ad inserirsi in un tema come l’istruzione che è al centro del dibattito politico di questi giorni. La riforma scolastica non è ancora definitiva, ci sono solo alcuni decreti legge convertiti. In questo stato di incertezza legislativa si chiede agli enti locali di definire il Piano Scolastico 2009/2010″
“Vista la totale incertezza sulla Riforma Scolastica dalla Regione – ha proseguito Buconi –  ci sono arrivate indicazioni, per la stesura del Piano, che vanno nella direzione della prudenza. Seguendo tali direttive la Provincia di Perugia ha deciso di confermare, per l’anno scolastico 2009/2010, il vigente sistema di organizzazione della rete scolastica degli Istituti di Istruzione Superiore, che l’ente ha costruito rispettando le esigenze delle diverse realtà, mirando al soddisfacimento dei bisogni dell’utenza e prendere atto delle varie richieste pervenute”. 
Sulle richieste di istituzione di nuovi indirizzi si è espresso in maniera negativa anche l’Ufficio Scolastico Regionale. “E’ chiaro – conclude Buconi – che se il Decreto Legge 154 diventasse legge senza alcuna modifica, si dovrà discutere subito sul dimensionamento degli Istituti superiori”.

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