Quasi sicuramente la vicenda del biodigestore di Olmeto-Sant’Elena di Marsciano sarà uno dei cavalli di battaglia della prossima campagna elettorale a Marsciano. E rischia di trovare d’accordo due parti opposte dello schieramento politico.
Per Stefano Vinti (Rifondazione comunista) “se la scelta è tra ampliamento e chiusura, non possiamo che propendere per la chiusura dell’impianto e per la bonifica delle lagune”, con adeguate garanzie per dipendenti ed utilizzatori che però dovrebbero diminuire le dimensioni degli allevamenti di suini per conto terzi.
Il capogruppo di Rifondazione in Consiglio regionale fa riferimento ad una Amministrazione comunale che sembrerebbe orientata verso l’ampliamento dell’impianto e il trattamento nello stesso sito non più dei soli reflui zootecnici ma anche di reflui vegetali di provenienza industriale.
“Si parla disinvoltamente di progetti di ampliamento finanziati da privati per diversi milioni di euro – scrive Vinti – senza però tenere conto dei disagi ventennali già vissuti dai cittadini della valle del torrente Genna: la puzza che si sprigiona dalle lagune ormai colme e dai numerosi laghetti privati utilizzati per lo stoccaggio ‘provvisorio’, la fertirrigazione che insiste sempre nel medesimo territorio, i gas in eccesso bruciati dalla torcia dell’impianto, qualche sversamento sospetto nel torrente filmato dai cittadini ed oggetto di inchiesta da parte della magistratura, il transito continuo di carri botte per le frazioni circostanti. Questa situazione interessa ormai diverse realtà dei colli fra Marsciano e Perugia: da Spina a Papiano, da Compignano a Castello delle Forme” e potrebbe ampliarsi ancora.
- Redazione
- 27 Ottobre 2008











