Decine di migliaia di persone hanno le password per accedere al sistema informatico dell'agenzia delle entrate, con interrogazioni che oltretutto non lasciano alcuna traccia

Il segreto fiscale è poco meno di una “barzelletta”, almeno per una consistente cerchia di addetti ai lavori.
Di certo si sa che ci sono 78 mila persone, in rappresentanza di 9.580 enti, possessori di password che consente loro di interrogare l’anagrafe tributaria, il mega-cervellone che il Fisco sempre di più utilizza per scovare gli evasori.
Ma ci sono tanti altri enti, oltre 200 quelli rilevati, tra i quali diversi privati (come Telecom), che permettono di entrare nella banca dati fiscale a un numero imprecisato di persone.
La scoperta è del Garante della Riservatezza a conclusione di 10 mesi d’ispezioni negli archivi del Fisco.
La cosa più inquietante sarebbero quegli accessi, anche quando effettuati per fini legittimi, che non lasciano praticamente tracce: nessuno controlla, anche perchè le “interrogazioni” sono milioni.
Il nuovo direttore dell’Agenzia delle Entrate promette: “Stiamo lavorando per rimuovere queste criticità”.

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